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L’anta battente nel box-doccia

L’anta battente nel box-doccia…

Tra i sistemi di apertura e chiusura nei box-doccia quella più elegante ed in grado di garantire alti standard di tenuta dell’acqua è senz’altro l’anta battente, ideale anche per gli allestimenti di box per bagno turco.

Grazie alla sua eleganza e semplicità l’anta battente è uno dei tipi di apertura della cabina doccia più diffusi. Tra i vari metodi di chiusura è quello che troviamo come opzione praticamente in tutte le collezioni del catalogo BianchiFontana, tra i principali produttori specializzati proprio in box-doccia in vetro e acciaio. Da Duna a Oasi, passando per Vela, Even e per la personalizzabile Mybox, la stragrande maggioranza delle collezioni realizzate da BianchiFontana prevedono infatti, tra le diverse soluzioni di chiusura, quella classica a battente.

Cosa vuol dire anta battente?

L’anta battente può essere interna o esterna e si chiama così proprio per la sua caratteristica principale, quella di poggiare su un profilo o battente. Per farlo, utilizza un sistema di cerniere che possono essere di due tipi: cerniere laterali, come nel caso delle collezioni Duna ed Even, o cerniere pivotanti, come per le collezioni Oasi e Vela. Entrambe le soluzioni offrono vantaggi e svantaggi: una cerniera laterale è ideale se si ricerca una maggiore apertura dell’anta, resa possibile dal baricentro molto esterno, anche se questo sbilanciamento di peso è ciò che la rende molto delicata e per questa ragione non può essere applicata a box-doccia che superano determinate dimensioni. Nel caso delle cerniere pivotanti, la distribuzione del peso risulta essere più equilibrata grazie al baricentro centrale, ma l’apertura dell’anta risulterà minore e quasi sempre sarà necessario installare un profilo orizzontale di sostegno.

Quando si sceglie un box-doccia, il tipo di apertura e il tipo di anta battente vengono certamente influenzati da fattori di layout del bagno. Ad esempio, a seconda dell’ingombro frontale si potrà optare per un’anta battente interna o esterna mentre il layout del muro su cui poggia l’anta determinerà il tipo di cerniera utilizzata: in caso di presenza di porta scorrevole oppure se la parete è di cartongesso, meglio optare per una cerniera pivotante, mentre per sfruttare di più lo spazio meglio scegliere una cerniera laterale, a patto che sia montata su una robusta parete in muratura o su un’armatura idonea nel caso del cartongesso.

Box-doccia di design: questione di trend

La scelta dell’apertura del box-doccia è poi anche influenzata dai trend dell’arredo bagno. Fino alla prima decade degli anni 2000, l’anta battente è stata la più utilizzata in assoluto perché considerata elegante, mentre oggi hanno preso piede anche altri tipi di apertura come l’anta scorrevole, della quale si premiano il minor ingombro e le linee estetiche. Tornando con il focus sull’anta battente però, anche questa ha vissuto mode e fasi diverse: negli anni ’70 il modello più diffuso era l’anta battente interna perché permetteva di evitare lo sgocciolamento d’acqua verso l’esterno durante la fase d’apertura – utile soprattutto nel caso in cui il pavimento del bagno sia in parquet – mentre negli anni successivi si è poi sviluppata una preferenza verso l’anta battente esterna perché considerata più sicura in caso di emergenza.

Per risolvere il problema dello sgocciolamento dell’acqua quando si apre l’anta vero l’esterno, BianchiFontana ha messo a punto un apposito profilo leggermente inclinato che permette di convogliare e far scolare l’acqua verso l’interno. Questa piegatura, realizzata con l’aiuto di presso-piegatrici, è solo una delle tante caratteristiche che differenziano i box-doccia di BianchiFontana (rigorosamente in acciaio inox) da quelli in alluminio, le cui barre di estrusione misurano 6 metri e la piegatura su misure ridotte come quelle di un’apertura di box-doccia procurerebbe uno scarto decisamente anti-economico.

 

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