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Il parquet conquista il bagno

Il parquet conquista il bagno…

Una tendenza degli ultimi anni per quanto riguarda l’ambiente bagno è sicuramente quella di utilizzare il parquet anche per pavimentare questa stanza, un po’ per prolungare il piacere offerto dalla naturalezza del legno, dal suo calore nel contatto con la pelle, ma anche per l’eleganza delle diverse essenze utilizzate nei rivestimenti.

Il bagno, a causa dell’acqua e dell’umidità, sembrerebbe non essere l’ambiente ideale per l’utilizzo del legno nei rivestimenti e, in modo particolare, quello che è considerato il punto più critico: ovvero la zona in cui il box-doccia incontra il pavimento, dove cioè il rischio che l’acqua entri in contatto con il legno è più elevato, soprattutto se si tratta di una doccia a filo pavimento. Se si intende però perseguire questo tipo di progetto estetico e prolungare il piacere di calpestare un pavimento in legno anche all’uscita dalla doccia, ci sono alcune accortezze da adottare per ridurre al minimo questo rischio. Per quanto molto bello, il parquet steso nell’ambiente bagno, infatti necessita di cure particolari, soprattutto in fase di installazione.

Box-doccia e legno nel bagno di casa

Il legno è molto comune nel settore nautico, dove si utilizza il Teak, un legno pregiato e resistente, caratterizzato da un basso assorbimento d’acqua. BianchiFontana, che dagli anni ’90 produce box-doccia in acciaio anche per gli yacht, offre una gamma di collezioni in grado di soddisfare i rigidi criteri di questo ambiente, dalla tenuta dell’acqua alla gestione della fuoriuscita di vapore, passando per il sistema di bloccaggio delle ante per garantire la massima sicurezza agli utenti. Questa esperienza è servita per poter essere un punto di riferimento anche in ambiente domestico dove si vuole pavimentare il bagno con il parquet. Il primo step da seguire è però quello di rivolgersi a professionisti del settore, in grado di consigliare il tipo di legno più idoneo da utilizzare e di eseguire la posatura del pavimento in modo impeccabile e professionale. Per quanto riguarda invece la scelta del box-doccia e per i consigli di installazione l’esperienza di BianchiFontana può tornare utile. Infatti, esistono modelli di doccia e soprattutto di aperture che sono più indicate per un bagno con pavimento in parquet. Tra queste si possono citare sicuramente quelle che hanno una maggiore tenuta dell’acqua come l’anta scorrevole o l’anta battente interna, mentre è meglio destinare altri tipi di apertura come l’anta “saloon” o l’anta battente esterna, ai bagni dove non c’è il parquet. Inoltre, anche i profili inferiori del box-doccia possono dare una mano per escludere la fuoriuscita accidentale dell’acqua, quindi meglio puntare su modelli con profili marcati come il Vela piuttosto che i modelli frameless o “a filo pavimento” che offrono più occasioni all’acqua di infiltrarsi.

Box-doccia in legno?

A titolo di curiosità ricordiamo che il legno è, ciclicamente, già stato di tendenza nell’arredobagno, infatti già negli anni ’80-90’ nelle case degli italiani andavano di moda i mobili in legno massello estendendosi fino al bagno. Per andare incontro a queste tendenze, BianchiFontana già 30 anni fa aveva prodotto una linea di box-doccia con profili in acciaio rivestiti in legno. La collezione si chiamava Luna ed era realizzata con listelli di rovere avvitati sull’acciaio, per un connubio perfetto fra i due materiali.

Oggi l’azienda ha sostituito questa collezione con le finiture galvaniche sui profili d’acciaio per incontrare texture e colori di ogni tipo di rivestimento, moderno o tradizionale, compreso il parquet.

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L’anta battente nel box-doccia

L’anta battente nel box-doccia…

Tra i sistemi di apertura e chiusura nei box-doccia quella più elegante ed in grado di garantire alti standard di tenuta dell’acqua è senz’altro l’anta battente, ideale anche per gli allestimenti di box per bagno turco.

Grazie alla sua eleganza e semplicità l’anta battente è uno dei tipi di apertura della cabina doccia più diffusi. Tra i vari metodi di chiusura è quello che troviamo come opzione praticamente in tutte le collezioni del catalogo BianchiFontana, tra i principali produttori specializzati proprio in box-doccia in vetro e acciaio. Da Duna a Oasi, passando per Vela, Even e per la personalizzabile Mybox, la stragrande maggioranza delle collezioni realizzate da BianchiFontana prevedono infatti, tra le diverse soluzioni di chiusura, quella classica a battente.

Cosa vuol dire anta battente?

L’anta battente può essere interna o esterna e si chiama così proprio per la sua caratteristica principale, quella di poggiare su un profilo o battente. Per farlo, utilizza un sistema di cerniere che possono essere di due tipi: cerniere laterali, come nel caso delle collezioni Duna ed Even, o cerniere pivotanti, come per le collezioni Oasi e Vela. Entrambe le soluzioni offrono vantaggi e svantaggi: una cerniera laterale è ideale se si ricerca una maggiore apertura dell’anta, resa possibile dal baricentro molto esterno, anche se questo sbilanciamento di peso è ciò che la rende molto delicata e per questa ragione non può essere applicata a box-doccia che superano determinate dimensioni. Nel caso delle cerniere pivotanti, la distribuzione del peso risulta essere più equilibrata grazie al baricentro centrale, ma l’apertura dell’anta risulterà minore e quasi sempre sarà necessario installare un profilo orizzontale di sostegno.

Quando si sceglie un box-doccia, il tipo di apertura e il tipo di anta battente vengono certamente influenzati da fattori di layout del bagno. Ad esempio, a seconda dell’ingombro frontale si potrà optare per un’anta battente interna o esterna mentre il layout del muro su cui poggia l’anta determinerà il tipo di cerniera utilizzata: in caso di presenza di porta scorrevole oppure se la parete è di cartongesso, meglio optare per una cerniera pivotante, mentre per sfruttare di più lo spazio meglio scegliere una cerniera laterale, a patto che sia montata su una robusta parete in muratura o su un’armatura idonea nel caso del cartongesso.

Box-doccia di design: questione di trend

La scelta dell’apertura del box-doccia è poi anche influenzata dai trend dell’arredo bagno. Fino alla prima decade degli anni 2000, l’anta battente è stata la più utilizzata in assoluto perché considerata elegante, mentre oggi hanno preso piede anche altri tipi di apertura come l’anta scorrevole, della quale si premiano il minor ingombro e le linee estetiche. Tornando con il focus sull’anta battente però, anche questa ha vissuto mode e fasi diverse: negli anni ’70 il modello più diffuso era l’anta battente interna perché permetteva di evitare lo sgocciolamento d’acqua verso l’esterno durante la fase d’apertura – utile soprattutto nel caso in cui il pavimento del bagno sia in parquet – mentre negli anni successivi si è poi sviluppata una preferenza verso l’anta battente esterna perché considerata più sicura in caso di emergenza.

Per risolvere il problema dello sgocciolamento dell’acqua quando si apre l’anta vero l’esterno, BianchiFontana ha messo a punto un apposito profilo leggermente inclinato che permette di convogliare e far scolare l’acqua verso l’interno. Questa piegatura, realizzata con l’aiuto di presso-piegatrici, è solo una delle tante caratteristiche che differenziano i box-doccia di BianchiFontana (rigorosamente in acciaio inox) da quelli in alluminio, le cui barre di estrusione misurano 6 metri e la piegatura su misure ridotte come quelle di un’apertura di box-doccia procurerebbe uno scarto decisamente anti-economico.

 

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Una giornata da BianchiFontana

Una giornata da BianchiFontana…

Il lavoro di un produttore di box-doccia in acciaio inox e cristallo non è mai banale perché la routine quotidiana cambia continuamente a seconda delle commissioni e delle necessità. E così accade anche in BianchiFontana, dove però la precisa organizzazione lascia spazio ad appuntamenti settimanali come quello del martedì, giorno in cui nell’azienda bolognese vengono consegnate le lastre di vetro.

Box-doccia in acciaio e vetro: un lavoro di squadra

L’imperativo che governa tutta la fase di trasporto è quello di evitare il danneggiamento traumatico delle lastre ma soprattutto di evitare che si bagnino, e tra poco vedremo il perché. Trasportate sugli appositi cavalletti a forma di triangolo o di lettera “elle”, le lastre sono separate tra loro da un foglio di carta per evitare i danni da sfregamento, ma vengono anche ricoperte di cellophane per proteggere la superficie dall’accidentale contatto con l’acqua (es. la pioggia) che potrebbe provocare l’ossidazione delle sabbie silicee di cui il vetro è composto nei punti eventualmente già rovinati dallo sfregamento della superficie.
Una volta arrivate in azienda su camion o furgoni, le lastre vengono scaricate dal magazziniere-mulettista e posizionate nella postazione di scarico, dove due operai incaricati iniziano la fase di controllo e verifica dello stato del vetro. Questa procedura è cambiata negli anni e si è affinata per tutelare maggiormente il cliente e rispettare i tempi di produzione. Infatti, in precedenza l’operazione di controllo del vetro veniva fatta poco prima di iniziare la fase di produzione, ma in questo modo era impossibile segnalare eventuali non conformità in tempo utile per iniziare la produzione, con inevitabili ritardi sui tempi di consegna. Oggi invece il check viene fatto immediatamente, così nei 10 giorni che separano l’arrivo delle lastre dall’inizio della produzione, si possono segnalare eventuali casi di non conformità e intervenire tempestivamente.

Vetro temprato sotto la lente

La fase di controllo è quindi molto delicata e i due operatori incaricati verificano le misure, i fori, le cerniere e la qualità della superficie di ogni lastra, evidenziando eventuali graffi, bolle o altri segni. Durante questa operazione, gli strumenti utilizzati sono il metro per controllare misure e dimensioni, le dime per il controllo di maniglie, sagome e cerniere e una particolare luce a led che viene fatta scorrere lungo la lastra per verificarne lo stato della superficie alla ricerca di difetti visibili. A questo proposito, la normativa di tempra del vetro considera “difetto” un’imperfezione visibile a distanza di almeno un metro, ma per assicurare ai propri clienti lastre di vetro in perfette condizioni e coerenti con la cura del dettaglio tipica di BianchiFontana, l’azienda ha scelto andare oltre la normativa con limiti decisamente più “stringenti”.

Una volta ultimati i controlli su una lastra se quest’ultima è idonea viene etichettata e posizionata nella postazione adatta all’ordine di riferimento, mentre se sono presenti anomalie il procedimento cambia in base al tipo di problema. Le non-conformità vengono infatti classificate come passabili (ovvero quelle su cui BianchiFontana riesce ad intervenire con gli strumenti interni) oppure come difetti di scarto che prevedono la restituzione al fornitore della lastra rovinata, affinché sia avviata a smaltimento (che nel caso del vetro significa fusione e ricircolo).

Gli standard di attenzione e di qualità raggiunti da BianchiFontana in questi anni rendono possibile la gestione di commesse particolarmente impegnative come quelle per yacht e hotellerie, oltre agli allestimenti domestici con i più raffinati design d’interni.

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Curiosando al Salone del Mobile 2022

Curiosando al Salone del Mobile 2022…

Un appuntamento importante quello del 7-12 giugno a Rho FieraMilano, dove si è svolta la 60° edizione del Salone del Mobile. Per l’occasione BianchiFontana ha incontrato clienti e prospect, e presentato la nuova estensione del catalogo.

Salone Internazionale del Bagno 2022

Salone del Mobile 2022: un grande ritorno che ha ospitato la biennale del Salone Internazionale del Bagno, un evento punto di riferimento per gli operatori del settore, incentrato sulle tendenze di arredo bagno come box-doccia, vasche, rivestimenti, rubinetteria, saune e idromassaggio, richiamando quest’anno ben 172 espositori nazionali e internazionali. Il Salone Internazionale del Bagno ha offerto una panoramica completa sulle tendenze 2022 e alcune interessanti conferme su come il bagno si sia evoluto negli anni, convertendosi da ambiente di servizio a stanza completamente integrata nell’ambiente domestico e quindi sempre più dotata di comfort in grado di garantire il benessere e l’intimità degli utenti.
I temi principali di questa edizione sono stati oltre a benessere, qualità e durata dei prodotti, la sostenibilità – con particolare attenzione al risparmio di acqua e di energia – temi ai quali le aziende partecipanti hanno risposto con soluzioni innovative e variegate per quanto riguarda materiali, colori e forme. La fiera è stata anche occasione di respiro internazionale con la possibilità di approcciare il mercato estero dopo il difficile periodo della pandemia. A questo proposito, BianchiFontana, azienda bolognese di box-doccia in acciaio inox e vetro temprato, ha colto al volo l’occasione del Salone Internazionale del Bagno 2022 per incontrare clienti, rivenditori e operatori del settore, e rilanciarsi sul mercato estero in Paesi extraeuropei come Stati Uniti, Cina e Paesi Arabi.

Novità fra i box-doccia di design BianchiFontana

Proprio per il Salone BianchiFontana ha approntato un nuovissimo mini-catalogo dedicato a due nuove collezioni protagoniste della stagione 2022. Il nuovo catalogo, da intendersi come estensione del catalogo precedente che raccoglie tutte le collezioni e i prodotti BianchiFontana, sarà dedicato a Mylo e Zakia, due collezioni esteticamente diverse fra loro ma che offrono una vasta scelta di aperture, maniglie e finiture galvaniche, per un box-doccia in grado di rispecchiare le necessità del cliente. In particolare, la differenza principale fra le due è che Zakia è caratterizzata da maggiori accessori strutturali come cerniere o sistemi di bloccaggio, mentre Mylo offre una maggiore varietà nelle diverse tipologie di profili.
Le due collezioni nascono dall’expertise BianchiFontana e richiamano le linee tradizionali dei modelli storici dell’azienda emiliana ma sono completamente rivisitate e rimodernate. Grazie alla loro versatilità entrambe le collezioni possono poi essere destinate non solo all’ambiente domestico ma anche al settore dell’hotellerie, mentre Zakia può adattarsi anche all’ambiente nautico.
Le novità del mini catalogo però non si fermano qui. Sono state inserite infatti anche quattro nuove finiture galvaniche e nuove finiture di vetro, progettate per andare incontro alle richieste del settore. Le nuove tonalità includono: oro opaco, rame satinato opaco, ottone satinato opaco e palladio opaco, per adattare l’estetica del box-doccia a diversi contesti e stili in cui le finiture lucide hanno lasciato il posto ad una texture più satinata.
Insomma, per BianchiFontana i giorni del Salone del Mobile 2022 sono stati giorni intensi che hanno permesso di fare il punto sulle tendenze dell’arredo bagno e che si sono rivelati anche un’importante occasione di incontro e di scambio con partner e clienti.

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MyBox benessere su misura

MyBox benessere su misura…

Oltre al catalogo con le storiche collezioni di box-doccia in vetro e acciaio, BianchiFontana propone anche un servizio ad alta personalizzazione. Si tratta di MyBox, pensato per la realizzazione di progetti su misura per il cliente

A differenza dei modelli già noti e delle collezioni che BianchiFontana propone alla propria clientela, MyBox non è un vero e proprio prodotto ma piuttosto un concetto, un modo di pensare il box-doccia, per andare maggiormente incontro alle esigenze del cliente con la massima flessibilità ma senza rinunciare alla qualità dei materiali e delle soluzioni che BianchiFontana propone al mercato.

Il trionfo del box-doccia tailor-made

My Box è un progetto che nasce circa una decina d’anni fa dall’expertise BianchiFontana e si rivolge soprattutto ad architetti e designer d’interni, offrendo loro la possibilità di creare per i propri clienti docce uniche e personalizzate.
L’obiettivo è quello di soddisfare il più possibile le richieste di una clientela ricercata e di fascia alta che molto spesso opta per stili, abbinamenti cromatici e materiali inconsueti o particolarmente sfidanti.
Proprio per questo è fondamentale l’incontro di competenze specifiche tra chi i box-doccia li disegna e li produce come BianchiFontana, e chi invece si occupa di integrarli in progetti di design di interni sempre originali e “sartoriali”.
A monte di tutto questo però c’è l’esigenza del cliente che va ascoltata, compresa, guidata e tradotta in soluzioni realizzabili, con grande cura del dettaglio e senza lasciare nulla al caso.

Pronti alla sfida

L’approccio tailor-made di MyBox consente di scegliere tra un’ampia gamma di diverse tipologie di apertura, di vetri, di finiture, di maniglie e di profili, senza vincolare il cliente alla scelta di un modello specifico o di una collezione ma anzi, dando vita a crossover molto particolari e originali, senza che questi siano soggetti a limiti di altezza, larghezza, profondità ecc.
Con questa tipologia di soluzioni è particolarmente consigliata la formula “chiavi in mano” con la realizzazione da parte del produttore di box-doccia o da un suo rivenditore autorizzato anche rilievi e installazione.
Unico limite in questo caso è quello geografico e si tratta di verificare la presenza dei Centri di Assistenza Tecnica (CAT) nella zona di installazione, collegati alla rete di vendita BianchiFontana.
La flessibilità e la versatilità di MyBox sono state ampiamente sfruttate fino ad ora nel comparto dell’hotellerie in cui l’azienda bolognese opera da anni. Tra le realizzazioni più particolari ricordiamo quelle studiate per hotel di lusso come il Gritti Palace o il Gran Hotel Palazzo dei Dogi di Venezia, una città che per stili, materiali, configurazione degli spazi e vicinanza all’acqua, rappresenta un contesto piuttosto sfidante.

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Una sfida all’ultima goccia

Una sfida all’ultima goccia…

Quando si parla di arredo bagno, la partita si gioca tutta sull’unica vera scelta possibile: doccia o vasca? Certo, qui entrano in gioco i gusti personali, la conformazione dello spazio disponibile ma anche le caratteristiche oggettive proprie dei due prodotti.

L’alternativa fra doccia e vasca è spesso dibattuta e, anche se la loro funzione principale rimane quella dell’igiene personale, si è costruita negli anni una certa curiosità sul tema. Anche il mondo dell’arte non è rimasto indifferente e il momento della cura del corpo ha spesso stimolato la fantasia di numerosi artisti che nelle loro opere hanno rappresentato scene ambientate sia nella vasca da bagno che nel box-doccia.
Ma quindi, quali possono essere i parametri per orientare la scelta tra le due opzioni?

I 5 vantaggi del box-doccia

  • Sintesi perfetta fra praticità e velocità: la pratica di farsi la doccia ben si concilia con i ritmi frenetici che caratterizzano la società. Tra lavoro, scuola, sport e impegni vari sicuramente spesso si predilige una soluzione in grado di garantire la massima igiene in un lasso di tempo minore.
  • Minor consumo d’acqua: Fare la doccia permette di risparmiare acqua, portando giovamento non solo all’ambiente ma anche al portafoglio perché riduce di gran lunga i consumi. Secondo quanto riportato da Arpa Veneto (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), una doccia di 5 minuti consuma circa 75-90 litri d’acqua contro i 100-160 litri che possono essere contenuti dalla vasca da bagno.
  • Maggiore adattabilità agli spazi: per un bagno dagli spazi ristetti si può sfruttare, se presente, una nicchia nel muro con un modello con antine a soffietto o con un’apertura verso l’interno mentre per un bagno più spazioso si può utilizzare un modello walk-in o con apertura dell’anta battente verso l’esterno. Insomma, le opzioni realizzate dalle migliori aziende del settore sono adatte a soddisfare le diverse esigenze estetiche e funzionali del cliente.
  • Grazie alla sua praticità, il box-doccia è sicuramente indicato per tutte le fasce d’età, da quelle più giovani (escludendo i neonati) a quelle più anziane. Inoltre, è adatto a chi soffre di problemi motori perché le fasi di entrata e di uscita risultano più facili e agevoli rispetto alla vasca.
  • La doccia è un momento rigenerante per il nostro corpo e la nostra mente e, come abbiamo visto, se associata alla musica e al canto, l’azione del getto d’acqua può dare numerosi benefici psicofisici.

E la vasca?

Per par condicio, bisogna dire che anche la vasca ha importanti punti a suo favore. Innanzitutto, il relax. Concedersi un bagno caldo di tanto in tanto o al termine di una lunga giornata di lavoro aiuta a rilassare i muscoli e il corpo, soprattutto se abbinato a candele profumate e a un bicchiere di vino.
È poi particolarmente adatta per i bambini che quando fanno il bagno giocano e si divertono. C’è poi l’aspetto pratico per cui la vasca può anche essere utilizzata per attività che esulano dall’igiene personale come lavare coperte e panni ingombranti o contenere lo stendibiancheria per sgocciolare indumenti o tappeti nella fase di asciugatura.

La terza via

Esiste poi una terza opzione che consente di avere entrambe, o meglio, di utilizzare la vasca per fare anche la doccia. A questo proposito BianchiFontana propone il modello TOP, una soluzione indicata per chi non desidera rinnovare completamente il proprio bagno e che permette di installare perpendicolarmente al bordo della vasca una lastra di vetro temprato per consentire di utilizzarla come box-doccia.
Abbiamo quindi trovato una risposta alle diverse esigenze anche se il focus aziendale di BianchiFontana resta saldamente nel mondo dei box-doccia in vetro e acciaio inossidabile che, grazie alle particolari finiture galvaniche, possono essere abbinati a qualsiasi rivestimento o rubinetteria, e inseriti con soddisfazione in ogni tipo di progetto d’interni.
Investire in un box-doccia BianchiFontana significa optare per un prodotto resistente, realizzato con materiali di qualità, ma soprattutto significa rivolgersi a professionisti del settore in grado di individuare la soluzione più adatta e di rivolgersi alla propria rete di rivenditori e installatori per un’installazione impeccabile.

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Assolutamente BianchiFontana

Assolutamente BianchiFontana …

L’expertise maturata da BianchiFontana nel settore nautico, in particolare quello degli yacht, ha contribuito a creare partnership e collaborazioni con clienti importanti come Absolute Yachts, cantiere nautico italiano che produce imbarcazioni di lusso.

La relazione professionale fra BianchiFontana e Absolute è nata una dozzina di anni fa, quando quest’ultimo ha contattato l’azienda bolognese di box-doccia, alla ricerca di una linea di prodotto elegante da inserire nei progetti d’arredo dei propri yacht.

Box-doccia tra le onde

Una volta considerate e valutate le rigide caratteristiche di sicurezza e tenuta dell’acqua che l’ambiente nautico richiede, il punto di partenza suggerito dall’esperienza e dalla professionalità di BianchiFontana per sviluppare gli adattamenti è stata la collezione VELA, che garantisce la massima tenuta dell’acqua secondo la normativa europea.

Da qui è poi iniziata la stretta collaborazione di BianchiFontana con l’ufficio stile interno dell’azienda di yacht di Podenzano (PC), collaborazione che si è rinforzata e consolidata negli anni. In particolare, sono stati “personalizzati” per Absolute alcuni accorgimenti fondamentali come un sistema di bloccaggio delle ante e le maniglie. Curiosamente, proprio una delle maniglie oggi inserite nella collezione Vela anche per la casa o l’hotel è nata da questa collaborazione, e sono poi stati realizzati specifici adattamenti per i progetti Absolute.

Tutti i modelli di box-doccia che BianchiFontana realizza per Absolute sono frutto di un’attività di miglioramento costante, volta a implementare funzionalità, sicurezza ed estetica delle cabine doccia. Il successo di questa collaborazione si è consolidato negli anni con circa 300 pezzi che BianchiFontana produce per Absolute ogni anno.

BianchiFontana e Absolute Yachts per una clientela esigente

Uno degli aspetti che ha contribuito a rendere così apprezzato il brand BianchiFontana nel settore nautico, è sicuramente la flessibilità dell’azienda in fase di design e produzione, in grado di adattarsi a tempi e metodi di lavoro dei cantieri nautici: sia in fase di progettazione con soluzioni ad hoc studiate per le singole imbarcazioni, sia per agevolare acquisti multipli, per i cantieri più orientati a “fare magazzino” acquistando in stock box-doccia da adattare ai progetti di allestimento per gli armatori.

Quest’ultimo metodo di gestione del lavoro, che è quello preferito da Absolute, è reso possibile sia dalla versatilità di alcuni modelli targati BianchiFontana ma soprattutto dalla qualità del prodotto. Infatti, la resistenza dell’acciaio inox e del vetro temprato utilizzati per realizzare le cabine doccia dell’azienda bolognese, garantisce il valore nel tempo dei box-doccia, sia durante la fase di conservazione in magazzino, sia per quanto riguarda l’utilizzo da parte del cliente finale, che nel caso degli yacht è piuttosto esigente.

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Think global

Think global…

Le abitudini relative all’igiene personale sono diverse da Paese a Paese ma, prima o poi, una doccia se la fanno tutti. Riuscire ad aprirsi al mercato estero rimane dunque un passo importante per un’azienda italiana del settore e, a questo proposito, abbiamo chiesto ad Alberto Bianchi, amministratore delegato BianchiFontana, quale sia il suo approccio al mercato estero e quale sia la sua personale esperienza nel diffondere i suoi box-doccia in acciaio inox e vetro temprato.

Quali sono le modalità con cui un’azienda italiana può aprirsi verso il mercato estero?

Secondo la nostra esperienza, ci sono due modalità per avvicinarsi al mercato estero. Si può tentare di costruire una propria rete oppure si può far arrivare i prodotti all’estero tramite un cliente o un rivenditore italiano. In questo momento come BianchiFontana lavoriamo preferibilmente con la seconda modalità, soprattutto nei canali dell’hotellerie e del settore nautico, dove affrontiamo in modo indiretto il mercato estero grazie all’intermediazione di cantieri e arredatori italiani che sono oggi molto apprezzati e quotati a livello internazionale. Si tratta di una modalità più compatibile rispetto alle dimensioni artigianali della nostra azienda e alla specificità dei nostri prodotti, piuttosto che il classico retail che richiede onerosi investimenti in comunicazione e promozione, oltre alla strutturazione di una rete di vendita con specifiche competenze come siamo riusciti a fare in Italia.

Quali sono oggi i mercati di riferimento per BianchiFontana, compatibilmente con l’evolversi della difficile situazione politica ed economica in Europa?

Attraverso l’azione di agenti e contatti, stiamo cercando di espandere gradualmente il nostro raggio di azione sul mercato estero. Un’area molto in sintonia con il nostro prodotto è sicuramente l’area mediterranea dove siamo operativi sia sul lato europeo sia su quello africano specialmente nel settore dell’hotellerie. Un’altra area geografica alla quale siamo molto interessati è l’est Europa, dove abbiamo iniziato ad essere operativi qualche anno fa raggiungendo un discreto successo in alcuni Paesi come Romania, Moldova o Cipro. Sulla scorta dell’esperienza consolidata in Francia stiamo cercando di aprirci anche al mercato spagnolo e a quello greco, molto affini al mercato italiano e potenzialmente molto ricettivi per il nostro tipo di box-doccia.

Dall’esperienza BianchiFontana all’estero, sono emersi trend o richieste particolari che caratterizzano un’area geografica o un Paese piuttosto che un altro?

Negli anni abbiamo riscontrato alcune tendenze che, molto genericamente, caratterizzano aree geografiche diverse. Per la nostra esperienza, solitamente nei Paesi arabi e in quelli dell’Est Europa c’è una maggiore richiesta di box-doccia ricchi di dettagli come le finiture dorate o il vetro decorato. La ragione dietro a questo trend è la logica di acquisto che in alcune zone è legata allo status e che porta a prediligere prodotti di alta gamma e con un alto livello di personalizzazione che non troverebbero nel proprio Paese. Un altro esempio può essere il mercato francese dove abbiamo riscontrato un particolare apprezzamento per le finiture galvaniche che permettono di abbinare la cabina doccia al resto della rubinetteria, ai rivestimenti più innovativi e all’arredo bagno.

E riguardo gli standard di sicurezza o la funzionalità dei box-doccia ci sono particolari accorgimenti quando si approccia il mercato estero?

Quando ci si vuole aprire al mercato estero bisogna essere pronti ad incontrare abitudini ed esigenze diverse che, in qualche caso possono rappresentare una sfida interessante.
Per fare qualche esempio, nei Paesi del Nord Europa c’è una grandissima attenzione ai temi di sostenibilità e sicurezza e per questo vengono richieste certificazioni più stringenti rispetto alle norme CE diffuse nel Vecchio Continente Oppure, in un mercato importante per volumi e dimensioni come quello tedesco, dove c’è una forte competizione tra marchi, si guarda con maggiore attenzione agli aspetti funzionali di un box-doccia rispetto alla dimensione puramente estetica di linee e materiali. Su questo terreno ci sentiamo particolarmente competitivi per la cura che tradizionalmente mettiamo nel ricercare un equilibrio ottimale tra design e funzionalità in tutte le nostre collezioni.

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Box-doccia da sfogliare

Box-doccia da sfogliare…

Soffia un vento di novità in casa BianchiFontana, in arrivo il nuovo catalogo per scoprire le collezioni e un magazine patinato per promuovere la cultura del box-doccia in vetro e acciaio.

Per l’azienda bolognese che da quasi mezzo secolo produce box-doccia in acciaio inox, il catalogo non è solo un prezioso strumento commerciale da distribuire ai propri rivenditori, ma anche un iconico oggetto per esprimere lo stile e la ricerca dell’azienda bolognese per quanto riguarda linee e materiali. La nuova edizione, la quinta dal 2005 anno in cui Alberto Bianchi ha preso saldamente le redini dell’azienda di famiglia, sarà pronta in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano. Qui solo qualche anticipazione…

La storia di un’azienda in un catalogo

Negli anni i cataloghi BianchiFontana sono cambiati molto, non solo per cercare di andare incontro ai trend di design, ma anche per apportare migliorie in grado di valorizzare le caratteristiche dei box-doccia e per raccontare l’evoluzione dei prodotti. Da strumento di marketing infatti è via via diventato anche testimone dell’evoluzione aziendale, una transizione emozionale che si deve soprattutto all’intuizione di Alberto Bianchi, promotore di un cambio radicale nell’estetica e nella funzione dei cataloghi dell’azienda.
“Il primissimo catalogo targato BianchiFontana – spiega Alberto Bianchi – era un semplice blocco ad anelli componibile, con schede mobili plastificate che riportavano le caratteristiche tecniche e le foto del prodotto. Si è poi passati ad un catalogo più elegante che prediligeva foto ambientate in cui i box-doccia erano inseriti all’interno di un ambiente bagno arredato che faceva da contorno al prodotto principale. Adesso la tendenza è quella di rimuovere elementi che possano distogliere l’attenzione di chi guarda dal prodotto principale, e di andare incontro ai trend attuali che vedono l’utilizzo di sfondi e carte da parati anche nella stanza da bagno e nella cabina doccia”.
Il principale elemento di “rottura” rispetto alle ultime edizioni è proprio la maggiore centralità del prodotto. Grazie a sfondi colorati e decorati, aggiunti in post-produzione, i box diventano quindi protagonisti mettendo in risalto le caratteristiche tecniche e le finiture, idonee all’inserimento in qualsiasi progetto di design di interni.

Numeri e novità

Nello specifico, il nuovo catalogo comprenderà non solo le classiche collezioni BianchiFontana e l’ampia gamma di finiture galvaniche disponibili, ma anche due nuove linee di prodotto delle quali però non anticipiamo nulla per non rovinare l’effetto sorpresa. Il catalogo 2022, abbinato al listino contenente prezzi e informazioni tecniche, sarà inoltre un importante strumento per i circa 750 rivenditori della rete commerciale BianchiFontana che lo riceveranno direttamente nel punto vendita. La prima tiratura prevede 2000 copie, distribuite in Italia e all’estero, tradotto in 4 lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo) nel rispetto della dimensione internazionale del mercato di riferimento in cui l’azienda bolognese opera ormai con riconosciuta competenza da parecchi anni.
Insieme al catalogo i rivenditori riceveranno anche alcune copie del numero zero di Steele, un esclusivo magazine patinato che ha l’obiettivo di condividere, con i rivenditori e con i clienti, informazioni utili sulla storia e sulla cultura del box-doccia. Tra le pagine di Steele i lettori troveranno informazioni per conoscere meglio i prodotti, la storia della doccia, i trucchi per la cura dei box e tante altre curiosità di contorno, per una lettura utile e piacevole allo stesso tempo.

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C’è vetro e vetro

C’è vetro e vetro…

Bello, trasparente, antico, il vetro è protagonista dei box-doccia più belli ed eleganti. Può essere molto fragile o molto resistente in base alle lavorazioni a cui è sottoposto ma, soprattutto, è campione di economia circolare perché totalmente riciclabile.

Per fare un po’ di chiarezza bisogna innanzitutto specificare che il vetro è un materiale fatto dalla fusione ad alte temperature di sabbie silicee e altro vetro riciclato, la purezza del risultato è inversamente proporzionale alla percentuale di riciclo presente.
Nel mondo del vetro si possono poi individuare tre famiglie in ordine di pregio: al primo posto gli extra-chiari e, a seguire, i float e gli stampati.
Gli extra-chiari sono vetri neutri, realizzati partendo da sabbie purissime e caratterizzati da un minor viraggio di colore. Questo permette una maggiore trasparenza e un ampio utilizzo soprattutto nel mondo del design più raffinato ed elegante.
I float possono essere trasparenti o colorati aggiungendo pigmenti cromatici diversi in fase di colata. Rappresentano una famiglia di vetri meno pura e pregiata rispetto ai precedenti perché le sabbie che li compongono hanno un maggiore viraggio cromatico che incide sul livello di trasparenza.
Ultimi in ordine di pregio sono gli stampati, decisamente più grezzi, e caratterizzati dalla mancanza di trasparenza naturale e dunque più economici.
Su queste basi vengono poi effettuati diversi trattamenti per elevarne la qualità e la funzionalità come ad esempio il coating, un trattamento superficiale che protegge l’argentatura e rende i vetri a specchio temprabili, ovvero in grado di reggere il brusco cambio di temperatura fino a 600° che ne irrobustisce la struttura. Altri tipi di coating incidono invece sulla durezza superficiale del vetro rendendolo a prova di scalfittura, altri ancora consentono di proteggere il vetro dal calcare e così via.

Come lavora BianchiFontana?

L’azienda bolognese BianchiFontana, punto di riferimento per i box-doccia in vetro e acciaio, si rifornisce per le pareti in vetro dai principali produttori del mondo: Pilkington, Guardian Industries, Saint-Gobin e Glaverbel, passando da un “trasformatore” italiano che seleziona e prepara le lastre in modo che siano pronte per gli assemblaggi dei box-doccia.
Il trasformatore riceve dai produttori le lastre già trattate, procede con il taglio e con le lavorazioni necessarie come la molatura dei bordi e la realizzazione dei fori per inserire cerniere e viti. Il passaggio successivo riguarda elementi decorativi come la satinatura, la zigrinatura, la smaltatura o la sabbiatura, attraverso un trattamento di acidatura. Procede quindi con la tempratura come ultimo step prima della consegna a BianchiFontana che le utilizza per dar forma ai propri box-doccia caratterizzati per la quasi totalità da vetro temprato dello spessore di 8 mm, per il massimo standard di robustezza e sicurezza.
Dell’accidentale rottura del vetro e di come sia possibile prevenire questa remota possibilità abbiamo già parlato, soprattutto entrando nel merito del ruolo della tempratura nei processi di sicurezza, ma è importante tenere presente tutta la filiera di produzione del vetro per rendersi conto che una selezione dei fornitori e adeguate garanzie sugli standard di qualità possono fare la differenza.
Mezzo secolo di esperienza e l’approccio a mercati esigenti e diversificati come l’hotellerie e gli yacht hanno consolidato una selezionata e pregiata rete di fornitori per BianchiFontana, contribuendo alla qualità e alla longevità delle collezioni a catalogo, e al grado di affidabilità dell’azienda sul mercato di box-doccia in acciaio inox e vetro.

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