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L’importanza di chiamarsi rivenditore

L’importanza di chiamarsi rivenditore

Abbiamo visitato uno dei punti vendita Bianchi & Fontana nel territorio bolognese per conoscere il punto di vista di chi, ogni giorno, si misura con le richieste dei clienti, con le problematiche di installazione e con le tendenze estetiche dell’arredobagno. Ne parliamo con Renato Calari, titolare di ISAB, Castelmaggiore (BO)

Da oltre 50 anni punto di riferimento locale per il settore, l’ISAB di Castelmaggiore (BO) propone soluzioni di arredobagno e, per quanto riguarda i box-doccia, lavora con grande soddisfazione con l’azienda Bianchi & Fontana. A unire le due realtà non solo vicinanza territoriale e conoscenza reciproca sin dagli esordi, ma soprattutto competenze e professionalità che hanno portato ISAB a toccare con mano la qualità e la durata dei box-doccia Bianchi & Fontana, offrendo ai clienti prodotti in grado di unire estetica e funzionalità, due aspetti che nell’arredobagno devono misurarsi con le sollecitazioni dell’uso quotidiano.

Box-doccia di design a rapporto

Nella scelta dei fornitori ISAB privilegia da sempre l’affidabilità dei brand rispetto alla più spiccata riconoscibilità commerciale dei marchi mainstream. Da qui, la decisione di puntare su box-doccia in acciaio inox e vetro temprato, materiali che consentono di garantire una lunga durata del prodotto, premiando per esempio la scelta di Bianchi & Fontana di eliminare guarnizioni in plastica che richiedono maggiore manutenzione e che sono più soggette a deperibilità. “Un’ampia parte del mercato si orienta verso box-doccia in alluminio attirati dal prezzo più basso – afferma Renato Calari di ISAB -, nel nostro assortimento puntiamo invece a valorizzare l’investimento dei nostri clienti, indirizzandoli verso prodotti che soddisfino criteri di accessibilità, pulizia e durata, anche in senso estetico. Orientarci su Bianchi & Fontana è stato quindi molto naturale perché le loro collezioni racchiudono tutte queste caratteristiche, con linee essenziali facili da integrare in ogni soluzione di arredo. Non sottovaluterei poi l’esigenza di carattere locale legata alla durezza dell’acqua che mette alla prova tutti i componenti del box-doccia, in modo particolare i cuscinetti di scorrimento, le guarnizioni e gli interstizi tra i profili: scegliere materiali resistenti e ben progettati a livello di linee e di funzione ci aiuta molto nel coltivare la soddisfazione dei nostri clienti”.

L’approccio di ISAB orientato alla qualità di prodotti Made in Italy di qualità, abbinato agli incentivi fiscali per le ristrutturazioni edilizie che hanno spinto le vendite negli ultimi mesi al settore dell’arredobagno, ha permesso a ISAB e Bianchi & Fontana – insieme – di superare molte delle difficoltà economiche legate alla pandemia e alle altre criticità di mercato, continuando a lavorare con reciproca soddisfazione.

Professionalità inesauribile

Per quanto riguarda i box-doccia ISAB inoltre affianca il cliente con una preziosa attività di consulenza, volta a comprenderne le esigenze e a consigliare il modello Bianchi & Fontana più idoneo al singolo progetto. Renato e il suo team seguono poi tutte le fasi di installazione, dai rilievi alla posa, curando ogni dettaglio nei minimi particolari e superando le varie difficoltà legate alla conformazione del bagno, all’irregolarità dei muri e ad altre problematiche che potrebbero compromettere l’utilizzo del box-doccia.

“Capita spesso – conclude Calari – che si rivolga a noi chi si trova ad avere la necessità di sostituire un box-doccia dopo poco tempo, e per questo cerca senza dubbio prodotti di alta qualità e un servizio tecnico impeccabile a garanzia di una maggiore durata. Grazie ai tanti anni di esperienza mi sento tranquillo nel puntare su box-doccia in acciaio inox, l’unica vera soluzione per trasformare un box-doccia in un piccolo investimento capace di durare anche 30 anni come quelli Bianchi & Fontana”.

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Box-doccia Mylo: un nome, una garanzia

Box-doccia Mylo: un nome, una garanzia

Attualmente in distribuzione presso i rivenditori, Mylo è l’ultimo arrivato in casa Bianchi & Fontana e si appresta a conquistare i clienti grazie a estensibilità, versatilità e a un pratico sistema di sgancio dell’anta scorrevole che ne facilita la pulizia.

Mylo è una delle due nuove collezioni anticipate prima dell’estate in occasione del Salone del Mobile 2022 e rese disponibili per i rivenditori nel periodo del Cersaie di Bologna a fine settembre. Grazie alle solide radici che affondano nella storia e nell’esperienza della bolognese Bianchi & Fontana e, in particolare, partendo dalle caratteristiche di Oasi, il primissimo modello da loro prodotto, Mylo si propone come ottimo punto d’equilibrio fra storia e innovazione. Mezzo secolo dopo Oasi, il nuovo arrivato è caratterizzato da elementi innovativi ma anche dalla solita robustezza ed eleganza che contraddistinguono tutte le collezioni Bianchi & Fontana.

Box-doccia di massima estensibilità

Ma è possibile aumentare la robustezza del sistema di traversi di un box-doccia in acciaio senza alterarne l’estetica? Questa è la domanda che i professionisti Bianchi & Fontana si sono posti quando hanno iniziato a progettare Mylo. Infatti, grazie all’estensibilità telescopica fino a 5 cm dei profili orizzontali, Mylo consente di coprire un ampio range di dimensioni e misure del box-doccia senza che l’estetica dei profili sia penalizzata da un eventuale inspessimento o assottigliamento degli stessi.

La nuova collezione, presentata insieme all’altro nuovo modello Zakia, è inoltre caratterizzata da maniglie, cerniere e accessori realizzati interamente in acciaio a garanzia di robustezza e durata di tutto il box. Per quanto riguarda le aperture previste, Mylo è disponibile sia in versione a battente che scorrevole. La versione scorrevole poi presenta un’ulteriore novità: lo speciale sistema di sgancio dell’anta – unico nel suo genere fra collezioni Bianchi & Fontana – che permette una migliore pulizia e manutenzione del box-doccia. Infine, altra caratteristica interessante, è la possibilità di montare una maniglia integrata sul bordo dell’anta per consentire un aumento dell’apertura molto prezioso soprattutto in spazi ristretti o dove l’arredo bagno e i sanitari arrivano a ridosso del box.

Un box-doccia da terra ferma

Nonostante molte collezioni Bianchi & Fontana si possano adattare a diversi segmenti del mercato, da quello casalingo a quello nautico passando per l’hotellerie, Mylo ha una collocazione più precisa e trova il suo posto naturale nei settori domestico e alberghiero. Infatti, grazie alla sua robustezza e versatilità, è il modello perfetto per un utilizzo intensivo. Inoltre presenta diverse possibilità di personalizzazione, dall’orientamento dell’apertura alle finiture dei vetri, in modo da soddisfare qualsiasi esigenza di spazio e di estetica.

“Con Mylo abbiamo cercato di creare un box-doccia in grado di affiancare e raccogliere l’eredità dei nostri modelli più storici, perfezionandoli ulteriormente – ha commentato Alberto Bianchi, CEO di Bianchi & Fontana durante la presentazione di Mylo alla rete di distribuzione -. In particolare, abbiamo voluto lavorare ad una soluzione in grado di inserirsi in ambienti critici per quanto riguarda spazi e muratura. Ci aspettiamo che i nuovi accorgimenti tecnici, frutto di oltre mezzo secolo di esperienza, vengano apprezzati dagli addetti ai lavori e dagli utenti finali almeno quanto la versatilità e l’eleganza delle linee senza tempo di Mylo”.

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Box-doccia? Facciamo a capirci

Box-doccia? Facciamo a capirci

La lingua italiana è ricca di termini dialettali che cambiano in giro per la penisola, e anche il mondo dei box-doccia non è immune da strampalate e simpatiche incomprensioni. Ecco quindi una piccola rassegna di differenze gergali e regionali nelle quali può imbattersi chi lavora in questo settore.

Un produttore di box-doccia deve quotidianamente affrontare sfide tecniche legate ad adattabilità, layout, e installazione, ma quando si lavora su scala nazionale, almeno in Italia, si può incappare anche in difficoltà linguistiche che possono strappare una risata o creare qualche piccola incomprensione, proprio come ci ha raccontato Alberto Bianchi, CEO di Bianchi & Fontana riferendosi alla sua esperienza.

Box-doccia: questione di termini…

Parlando di ante e sistemi di apertura, quelle che scatenano più dibattito sono l’anta a soffietto che può chiamarsi anche a libro o folding, due parole che richiamano la sua forma ripiegata su sé stessa, e la walk-in o lastra con tirante. Altro elemento che può generare qualche incomprensione è la cerniera a pivot o a bilico, tipica delle ante a battente, oppure i sistemi di scorrimento dell’anta che possono essere chiamati cuscinetti, carrucole, ruote o carrelli a seconda dei luoghi ma anche delle singole persone.

Fra gli elementi del box-doccia che possono generare misunderstanding e piccoli fraintendimenti figura anche il cristallo. Con il termine fumè, di origini francesi, per esempio, vengono indicate indifferentemente le tonalità bronzo/marrone e tutti i toni di grigio: l’effetto voluto con il fumé è ben comprensibile difficile capire invece a quale colore ci si riferisce con questa richiesta, ed è quindi sempre meglio approfondire con il cliente.

… E di regione

Le differenze poi aumentano notevolmente da una regione all’altra dove dialetti e usanze quotidiane influenzano la lingua comune attuale. Un esempio molto celebre è l’idraulico, figura fondamentale per risolvere qualsiasi problema legato al bagno e alla sua impiantistica, che viene chiamato fontaniere in Emilia-Romagna, trombaio in Toscana o stagnino in Campania. Stesso discorso per gli arnesi che il nostro professionista utilizza ogni giorno: un fontaniere bolognese (funtanìr) infatti parlerà di cutter (pronunciato all’italiana con l’accento sulla “U”), mentre un idraulico milanese chiederà al collega di passargli il taglierino.

Passando al fissaggio della struttura del box-doccia al muro, quelli che in buona parte del nord Italia sono conosciuti come tasselli o fischer (dalla nota marca tedesca), nel centro-sud del nostro Paese sono chiamati anche stop.

“Lavorando su tutto il territorio nazionale per l’azienda di famiglia ho sentito questi e molti altri termini strani e originali per indicare elementi dei nostri box-doccia in acciaio inox, ma uno che non dimenticherò facilmente perché è stato un vero e proprio rompicapo per un bolognese come me, sono le mappe – ha aggiunto Alberto Bianchi -. Mappe infatti è un termine utilizzato in Liguria per indicare le cerniere, ovvero quei sistemi che consentono l’apertura e la chiusura dell’anta e che in qualche zona della nostra penisola possono essere chiamate anche snodi”.

Insomma, il mondo è bello perché è vario, e così come le abitudini di igiene internazionali, anche le varietà lessicali delle nostre regioni relative al mondo del bagno e dei box-doccia sono numerose. Per questo ogni volta che si intraprende un progetto occorrono elasticità mentale ed esperienza per interpretare le indicazioni che vengono date, ma anche una buona dose di “leggerezza” e di curiosità per affrontare piccoli e innocui quiproquò.

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Decorare il box-doccia

Decorare il box-doccia

L’ambiente bagno ben si presta a decorazioni di ogni genere che possono portare colore, fantasia e un tocco di originalità alla stanza. Dai mosaici alla carta da parati, ormai gli elementi decorativi possono essere ovunque, anche all’interno del box-doccia.

Decorare il box-doccia è ormai una prassi consueta che contribuisce a personalizzare il bagno rendendolo uno dei protagonisti della casa. Le opzioni disponibili oggi sul mercato sono tante ma carta da parati e mosaici sono tra quelli più versatili e creativi. Ci sono però particolari accorgimenti da seguire in fase di scelta e installazione per garantirne durata e funzionalità.

Carta da parati nel box-doccia: quel tocco glam in più

La carta da parati è tornata di moda, anche se oggi è ben diversa rispetto a quella reperibile 30-40 anni fa, soprattutto nei modelli destinati agli ambienti umidi o ad alta “usura” come bagni e cucine. I rotoloni di materiale resistente vengono infatti prodotti da pochi marchi e venduti neutri a chi è in grado di personalizzarli tramite plotter tipografici. A questo punto le fantasie disponibili diventano potenzialmente infinite, dai disegni geometrici all’effetto jungle, passando per fantasie floreali, stampe 3D e motivi più classicheggianti. Il bello di questo elemento decorativo è che oggi può essere posizionato su qualsiasi parete del bagno, anche all’interno del box-doccia, l’importante è scegliere la carta e la colla giusta per una posa in opera a regola d’arte che ne garantisca la durata nel tempo.

Infatti, le composizioni di questo rivestimento sono diverse: TNT (tessuto non tessuto), fibra in vetro e vinilica per citarne alcune. Queste tipologie di carta da parati sono tutte resistenti all’umidità e indicate per rivestire le pareti del bagno ma, se la carta da parati viene inserita in un luogo di contatto con l’acqua come il box-doccia, allora meglio orientarsi verso una carta da parati ad alta impermeabilità come quella in fibra di vetro. L’importante consiglio di Bianchi & Fontana per chi sceglie la carta da parati in bagno è quello di accertarsi che le misure per installare il box-doccia siano prese correttamente perché, è già successo, che la carta da parati con le sue fantasie grafiche mascherasse a livello ottico piccoli ma sostanziali difetti di muratura, compromettendo la buona riuscita dell’installazione.

Il box-doccia diventa un luminoso mosaico

Quella del mosaico è una tecnica antichissima che consiste nell’accostare tessere più o meno piccole per creare effetti cromatici e disegni. Oggi i mosaici che si installano in bagno non sono come i celebri mosaici romano-bizantini dove le piccole tessere colorate vengono posizionate una ad una per comporre il disegno, ma sono raggruppate in pezzi regolari più grandi, incollate su una base di rete sottile, pronte per essere posate in modo rapido sulla parete del box o sul piatto doccia.

Questa tecnica decorativa che utilizza diversi materiali e formati, è apprezzata soprattutto per la sua versatilità e luminosità, per la facilità di pulizia e per la sua capacità di adattarsi ad un fondo irregolare. In questo caso però bisogna ricorrere al silicone per risolvere problemi estetici legati ad una mancata uniformità del fondo su cui viene posato il mosaico.

In conclusione, le tecniche di decorazione del box-doccia sono numerose e, con i preziosi consigli di chi lavora in questo settore da oltre 50 anni come Bianchi & Fontana, la compatibilità del box-doccia con questi elementi decorativi è assicurata, sia da un punto di vista funzionale, sia da un punto di vista estetico grazie alle finiture galvaniche.

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Box-doccia d’acciaio: Zakia

Box-doccia d’acciaio: Zakia

Anticipata al Salone del Mobile di Milano e presentata alla rete di vendita durante il Cersaie di Bologna, inizia ufficialmente la distribuzione di Zakia, una delle nuove collezioni targate Bianchi & Fontana, caratterizzata da migliorie tecniche e un esclusivo sistema di fissaggio.

Nella nuova collezione di Bianchi & Fontana c’è un po’ tutta la storia dell’azienda, anche perché Zakia rappresenta una sorta di evoluzione di una fortunata collezione precedente – Duna – da cui ha ereditato tutta la solidità e la robustezza conseguite in oltre mezzo secolo di vita e di esperienza nel settore dei box-doccia in acciaio e vetro.

Innovazione al servizio del box-doccia

La prima grande modifica che caratterizza Zakia riguarda i materiali. Infatti, come tutti i box-doccia Bianchi & Fontana, anche Zakia è costruita con resistente acciaio AISI 304 che ne assicura la durata nel tempo e la robustezza. L’elemento caratteristico però è che in Zakia si abbandona lo zama-cromato, utilizzato in precedenza per cerniere e accessori, sostituendolo con lo stesso acciaio inossidabile usato per la struttura e i profili dei box-doccia Bianchi & Fontana, guadagnando in questo modo in resistenza e durata del prodotto.

Un altro elemento innovativo riguarda la dimensione estetica: più pulita, con una spiccata tendenza a minimizzare i profili, eliminando anche i supporti per stabilizzare gli angoli del box-doccia. In sostituzione di questi, Zakia utilizza una struttura composta da un tubolare e un sistema di fissaggio del box che richiama il disegno della cerniera.

Box-doccia Zakia: dove lo metti, sta

Zakia può montare diversi tipi di chiusure, partendo da quella ad anta battente singola o doppia, ma è idonea anche per un sistema di chiusura scorrevole e può adattarsi a diverse soluzioni di spazio come ad angolo, in nicchia, con pareti di vetro sui tre lati e così via.

Grazie a questa sua versatilità, la collezione Zakia trova spazio sia nell’ambiente domestico che nel mondo dell’hotellerie, dove sono particolarmente apprezzate le caratteristiche di resistenza e robustezza nell’uso intensivo. Da non sottovalutare poi le possibilità offerte dalle finiture galvaniche -per quanto riguarda l’abbinamento ad ogni tipologia e stile di rubinetto, finitura o rivestimento – che rendono Zakia e gli altri prodotti marchiati Bianchi & Fontana idonei per l’inserimento nelle più svariate tipologie di progettazione d’interni.

“Siamo molto contenti – commenta Alberto Bianchi, CEO di Bianchi & Fontana – di poter affiancare Zakia alle collezioni storiche della nostra azienda come Oasi e Duna, collezioni a cui i nostri clienti sono molto affezionati. Di Zakia in particolare ci aspettiamo che venga apprezzata la sofisticata scelta di materiali volti a garantirne una ancora maggiore resistenza nel tempo, consentendoci così di offrire a rivenditori di arredo-bagno ed esponenti del mercato privato un altro sicuro punto di riferimento nel mondo dei box-doccia di qualità”.

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Questione di trend

Questione di trend

Ristrutturare la casa e soprattutto il bagno è impegnativo, ma con i consigli dell’architetto Laura Canessa diventa un po’ più facile seguire le tendenze e adattarle alle proprie esigenze.

La ristrutturazione del bagno è una questione piuttosto complessa poiché spesso sussistono vincoli legati all’impianto idraulico o alle parti in muratura che impediscono la compiuta realizzazione del bagno dei propri sogni. A mediare queste esigenze, e a trovare le soluzioni più indicate, può essere chiamato l’architetto che, mettendo a disposizione competenze trasversali, risolve e propone i migliori compromessi oppure allestimenti a cui nessuno aveva ancora pensato ma che poi si rivelano graditi a chi il nuovo bagno dovrà viverlo.

Tendenze 2022 nella ristrutturazione

Oltre che per la parte strutturale il lavoro dell’architetto è importante per intercettare tendenze e per ricevere consigli utili su come personalizzare questa stanza. “Il bagno ormai è diventato a tutti gli effetti una delle stanze più importanti della casa – afferma Laura Canessa, architetto che opera soprattutto nel livornese – e per questo le persone che si rivolgono a me cercano sempre di renderla il più personale possibile. La mole di lavoro è davvero tanta per questo tipo di ristrutturazioni ma la soddisfazione che ne deriva è altrettanta, anche perché trattandosi di un ambiente di uso quotidiano è facile misurarne il gradimento da parte del cliente per quanto riguarda funzionalità e piacevolezza”.

Così come altri ambienti della casa, anche il bagno è soggetto a tendenze di materiali e colori e l’architetto ci offre qualche conferma: “Fra gli elementi più richiesti in questo momento risultano sicuramente elementi decorativi come le cementine, la carta da parati impermeabilizzata e le mattonelle in 3D per dare maggiore movimento alla stanza. Nel mio lavoro i colori così come gli accessori e i materiali sono molto importanti e per questo cerco sempre di coordinarli per creare stanze armoniose partendo da un’idea, una foto o una palette. I clienti che si rivolgono a me cercano una consulenza professionale e per questo consiglio solo ed esclusivamente prodotti di cui conosco storia e caratteristiche tecniche. Nel caso dei box-doccia per esempio mi rivolgo a produttori che per design e materiali propongono modelli destinati a durare a lungo, come il produttore bolognese Bianchi & Fontana”.

Box-doccia di design

Il box-doccia negli anni è diventato sempre più centro nevralgico del bagno, come luogo di relax dove è possibile rigenerarsi. Per questo motivo architetti e produttori rivolgono sempre più attenzione a questo elemento, personalizzandolo con elementi decorativi e accessori particolari per quanto riguarda rubinetteria e doccetteria, oggi facilmente abbinabili grazie alle particolari finiture galvaniche dell’acciaio proposte dalle aziende. “Se mi viene richiesta la scelta tra vasca e doccia – aggiunge Canessa – consiglio sempre di sfruttare lo spazio a disposizione nel bagno per installare un box-doccia di grandi dimensioni, in linea con le tendenze degli ultimi anni che vedono la doccia come regina incontrastata della stanza da bagno, e la vasca come protagonista invece della camera da letto. In caso di più bagni invece le possibilità sono diverse e si può senz’altro giocare con colori e accessori che mi piace andare a scegliere insieme al cliente”.

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Il getto d’acqua che porta via lo stress

Il getto d’acqua che porta via lo stress

Nella progettazione d’interni, oltre a materiali e dimensioni dell’arredobagno, anche accessori e rubinetteria propongono nuove tendenze. Soffioni, rosoni e doccini cercano nuovi abbinamenti con colori e texture delle finiture e dei rivestimenti.

Il panorama della doccetteria è oggi molto ampio, conta modelli diversi e differenti tipologie di getto d’acqua che rendono il lavoro dei produttori di box-doccia sempre più complesso. Infatti, oltre alla loro dimensione estetica, questi elementi incidono anche e soprattutto sul livello di tenuta dell’acqua, caratteristica che in Bianchi & Fontana, azienda del bolognese, si misura con l’esclusivo gocciometro e che, in generale, qualifica un box-doccia di alta gamma.

Scegliere la doccetteria

Storicamente, nella prima generazione di docce, l’acqua usciva da un elemento fisso al muro, in alcuni casi dotato di testa snodabile. Successivamente questo è stato arricchito con altri elementi come l’asta sulla quale il doccino poteva scorrere, grazie al sistema saliscendi regolabile per altezza o per decidere se bagnare o no i capelli. Inoltre, il tubo flessibile consente di staccare il doccino dalla struttura e di muoverlo per un migliore lavaggio e per una maggiore comodità. Il diffondersi di questi doccini sganciabili ed estraibili ha rappresentato una sfida per i produttori di box-doccia per mettere a punto soluzioni sempre più performanti per quanto riguarda la tenuta dell’acqua.

A complicare ulteriormente lo scenario sono poi arrivate le docce multifunzione costituite da almeno due elementi di fuoriuscita dell’acqua: il doccino mobile e un soffione o rosone fisso, installato sul controsoffitto e largo anche 80 cm, per una sensazione di relax accentuata dall’avvolgente effetto pioggia. Possono poi essere aggiunti anche altri elementi multispruzzo con getti orizzontali inclinati ed intermittenti, oppure lame d’acqua con effetto cascata o altri accessori che mettono a dura prova la tenuta anche dei migliori box-doccia. I parametri per orientarsi nella scelta sono quindi diventati molteplici: innanzitutto bisogna ragionare sul tema della portata d’acqua dell’impianto di riferimento per capire se è compatibile e sufficiente per il tipo di doccetteria selezionato. In molti casi dove la portata è ancora intorno agli 11-12 litri al minuto è difficile integrare i nuovi elementi (che hanno bisogno di valori intorno ai 14-15 litri al minuto). Poi, come anticipato, bisogna valutare il livello di tenuta dell’acqua per evitare spiacevoli allagamenti e fuoriuscite. Infine, ovviamente, ci si concentrerà su fattori più estetici, alla ricerca del box-doccia perfetto.

Qualità Made in Italy

Il nostro Paese è in prima linea nel settore della doccetteria, con numerose aziende produttrici che trovano collocazione in due distretti principali: quello del novarese e quello del bresciano, con molti produttori concentrati nella zona del Lago d’Orta. Per quanto riguarda i materiali utilizzati negli stabilimenti produttivi, la doccetteria è solitamente realizzata in ottone cromato o in ABS, un materiale plastico ad effetto cromato, funzionale, leggero ed economico. Ad oggi però la tendenza di design è quella di costruire la doccetteria in acciaio inox, lo stesso materiale resistente e duraturo dei rubinetti e che Bianchi & Fontana utilizza dal 1972 per le proprie collezioni di box-doccia. La scelta del materiale facilita gli abbinamenti tra profili dei box e doccetteria, anche nei casi di texture satinata, quella che oggi va per la maggiore, facilitata dalle finiture galvaniche disponibili presso i migliori produttori sul mercato.

Per consigli su come abbinare box-doccia e doccetteria, tenendo presenti tutti questi parametri, è possibile rivolgersi agli esperti rivenditori Bianchi & Fontana che sapranno accompagnarvi nella ricerca della perfetta compatibilità fra elementi di doccetteria e il modello di box-doccia più idoneo alle vostre esigenze.

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Altezza mezza bellezza

Altezza mezza bellezza

La tendenza di oggi è quella di costruire box-doccia sempre più alti, abbattendo vincoli di struttura e di ambiente circostante, alla ricerca di personalizzazioni in grado di esaltare il ruolo sempre più centrale che il box-doccia sta assumendo non solo nell’ambiente domestico ma anche nel mondo dell’hotellerie.

Quanto è alto un box-doccia?

Piramidi, grattacieli, aerei, razzi… La corsa dell’uomo verso l’alto non si ferma mai, nemmeno quando si tratta di progettare i box-doccia, oggi sempre più alti e ampi. Durante la loro storia, infatti, i box-doccia non sono solo cambiati in ampiezza del piatto doccia ma anche in altezza delle pareti. Quando negli anni ’70 ha preso piede la loro commercializzazione, l’altezza standard di un box-doccia era 185 cm, misura tarata sull’altezza delle persone e sullo spessore dei primi piatti doccia realizzati in ceramica di 11-12 cm. Le misure si sono via via ampliate seguendo la tendenza che ha visto trasformare il bagno da locale di servizio a spazio relax e, a partire dagli anni ’90, si è affermato il primato dell’estetica sulla funzione che ha spinto i costruttori di box-doccia a progettare docce sempre più alte, anche oltre i 200 cm.

Tanti settori, altezze diverse

Fra i tanti settori in cui opera Bianchi & Fontana, ambiente domestico e hotellerie tendono ad andare di pari passo in termini di altezza del box-doccia. In casa, solitamente nel bagno di servizio, vengono utilizzati box-doccia di misura standard, salvo richieste di personalizzazioni o progettazioni particolari. Nell’hotellerie invece, l’altezza del box coincide con una questione di status e ranking, con hotel di fascia più bassa che tendono a utilizzare box-doccia standard e hotel di fascia alta che puntano su box-doccia importanti per avere un maggiore impatto estetico. In generale però in entrambi i settori il trend principale è quello di installare box-doccia sempre più alti.

Discorso diverso invece quello della nautica, ambiente in cui gli spazi sono, per ovvie ragioni, molto ridotti e quindi tendono ad accogliere box-doccia di misure standard che si aggirano sui 185-187 cm anche a causa della presenza e dello spessore del carabottino, l’equivalente nautico del piatto doccia che normalmente viene realizzato in acrilico termoformato, acciaio e teak o vetroresina.

L’altezza del box-doccia: una sfida avvincente

Per un costruttore di box-doccia in acciaio inox e vetro temprato come Bianchi & Fontana, la richiesta di progettazioni particolari, con box fuori standard, significa lavorare in un’ottica di sfida che permette di accrescere l’esperienza dell’azienda. “Il procedimento da seguire in questo caso – spiega in proposito Alberto Bianchi, CEO di Bianchi & Fontana –, è quello di verificare la fattibilità della personalizzazione in base al modello di box-doccia e alla collezione desiderata dal cliente, tenendo conto degli spazi che abbiamo a disposizione, della struttura del box e della distribuzione dei carichi. Per questa ragione, quasi sempre l’altezza del box-doccia è vincolante nella scelta del modello e richiede, soprattutto nel caso di ordini in serie, molto studio e la realizzazione di prove e mock-up per essere certi che il box-doccia realizzato possa rispettare e garantire gli standard di sicurezza di Bianchi & Fontana. Una volta portato a casa il risultato diviene patrimonio aziendale e quindi replicabile per nuovi clienti”.

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Box-doccia: vetro opaco o trasparente?

Box-doccia: vetro opaco o trasparente?

Scegliere il vetro da abbinare al box-doccia non è sempre facile, anzi, tra mille modelli, decorazioni e colori, ci si può sentire disorientati. L’importante però è che il vetro sia resistente e di qualità, come quelli da 8 mm che Bianchi & Fontana monta sui suoi box-doccia di design.

Innanzitutto bisogna specificare che, così come altri elementi del box-doccia, le preferenze della clientela riguardo la scelta del vetro sono cambiate negli anni, oscillando fra trasparente e opaco. Il vetro opaco, anche detto stampato-C, ha visto il suo successo negli anni ‘70-‘80, epoca in cui il senso del pudore era più marcato. Dagli anni 2000 l’eleganza del vetro trasparente ha conquistato i nuovi bagni, ambienti molto più attenti all’estetica e al design, nei quali si combinano con dinamismo elementi diversi, dalle piastrelle al marmo, passando per i mosaici. Così, i vetri float ed extra-chiari si sono diffusi velocemente soprattutto grazie alla loro capacità di valorizzare questi elementi.

Vetro opaco o trasparente: pro e contro

Chiaramente la formula perfetta non c’è, ogni tipologia di vetro ha i suoi vantaggi e svantaggi adattandosi meglio alle esigenze. I vantaggi del vetro opaco sono:

  • Maggiore privacy durante la doccia
  • Minor frequenza di pulizia perché nasconde meglio eventuali residui di calcare o gocce d’acqua

Gli svantaggi del vetro opaco sono invece:

  • Minore luminosità del bagno e dell’ambiente doccia
  • Design più pesante

I vantaggi del box-doccia trasparente sono:

  • Maggiore eleganza nell’estetica e nel design
  • Maggiore luminosità perché il vetro trasparente consente il passaggio della luce facendo percepire il bagno come più ampio
  • Valorizzazione delle decorazioni interne al box (es. mosaici, disegni, materiali…)

Gli svantaggi del vetro trasparente:

  • Richiede maggiore attenzione nella pulizia
  • Minore livello di privacy

Trattamento Easy Clear

Che sia opaco o trasparente il vetro richiede comunque una periodica pulizia e, affinché sia facile e veloce, Bianchi & Fontana ha creato un trattamento specifico: Easy Clear, un sistema di gel coating che creando un legame chimico con il silicio del vetro, consente di facilitare la pulizia del cristallo per un uso fino a 5000 cicli di lavaggio. Superato il numero di lavaggi consentiti, è possibile ricreare la patina protettiva del vetro con un Restoration kit fai da te da applicare sui vetri puliti. Il trattamento è composto da una pasta a base di ossido di cerio per rimuovere i residui dei trattamenti precedenti, un gel protettivo e un panno specifico per la stesura del prodotto. Può essere facilmente acquistato presso i rivenditori Bianchi & Fontana e, per una resa ottimale, va applicato ad una temperatura entro i 20° per evitare l’evaporazione troppo veloce del componente a base alcolica.

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Storia dei prodotti d’igiene

Storia dei prodotti d’igiene

Shampoo, bagnoschiuma, balsamo e scrub sono i protagonisti della nostra igiene quotidiana ma prima di colorare i nostri box doccia ne hanno dovuta fare di strada…

I prodotti di bellezza e di igiene personale sono numerosi, studiati con formule che soddisfino le esigenze quotidiane di chi li utilizza. Efficacia pulente, profumo, senso di benessere sono caratteristiche fondamentali per scegliere uno shampoo o un bagnoschiuma tra gli scaffali del supermercato dove ne esistono di tantissimi tipi, tutti diversi ma tutti che discendono da un unico antenato, il sapone, la cui nascita risalirebbe al 2800 a.C. durante l’epoca babilonese. Ecco quindi un piccolo excursus sulle loro origini.

Curiosando tra bagnoschiuma, shampoo, balsamo

Partendo dal corpo, il bagnoschiuma è il prodotto che viene utilizzato durante ogni doccia o bagno in vasca e che ha origini piuttosto antiche. Infatti, già nell’antichità gli Egizi e i Romani utilizzavano unguenti e prodotti per la cura del corpo, ma è solo con il boom economico nel Novecento che si è diffuso il bagnoschiuma liquido così come lo conosciamo oggi. Attualmente esiste addirittura una divisione fra bagnoschiuma e bagnodoccia, il primo è indicato per il relax in vasca in quanto crea bolle e schiuma che riempiono la tinozza, mentre il secondo ha un’azione più energizzante ed è pensato per un utilizzo nel box-doccia.
Lo shampoo così come lo conosciamo nasce solo nel XX secolo. Pare che il termine inglese shampoo derivi dall’hindi champo che vuol dire “massaggiare, fare pressione” e che lo shampoo sia stato importato in Gran Bretagna intorno al 1760 quando aprì il primo bagno pubblico per il lavaggio dei capelli. Con gli anni le formule utilizzate per questo prodotto si sono modificate fino ad arrivare a quelle cui siamo abituati oggi che rimuovono il sebo quando entrano a contatto con l’acqua, decisamente più profumate rispetto alle formule a base di uova sbattute, rum o brandy usate nel Medioevo.
Per quanto riguarda il balsamo, la sua storia è meno chiara, ma in diversi Paesi già dall’antichità venivano utilizzati rimedi naturali per rendere i capelli più luminosi e morbidi. Questi rimedi venivano preparati con ingredienti botanici in base alla flora disponibile in una determinata zona. Così troviamo, ad esempio, l’utilizzo di semi di cedro in Cina, olio di senape e olio di taramira – estratto dai semi di rucola – in India, o aloe e acqua nelle Filippine, fino ad arrivare al balsamo utilizzato oggi che, abbinato allo shampoo, migliora l’aspetto e la pettinabilità dei capelli rendendoli morbidi e setosi.

Box-doccia di design

Insomma, quando si tratta di igiene personale ognuno ha le proprie abitudini e i propri gusti nella scelta dei prodotti per la cura del corpo. C’è chi ricerca profumi floreali, chi un’idratazione della pelle esagerata, chi ancora compra prodotti per capelli ricci e chi per capelli lisci.
La cosa importante però è non solo trovare il prodotto più adatto, ma anche scegliere il box-doccia, che con Bianchi & Fontana diventa un oggetto di design, resistente e accogliente grazie all’ampia gamma di colori, aperture e profili diversi. Insomma, le collezioni di box-doccia targate Bianchi & Fontana sono uno spazio in cui rilassarsi, rigenerarsi o cantare fra un’insaponata e l’altra.

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