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MyBox benessere su misura

MyBox benessere su misura…

Oltre al catalogo con le storiche collezioni di box-doccia in vetro e acciaio, BianchiFontana propone anche un servizio ad alta personalizzazione. Si tratta di MyBox, pensato per la realizzazione di progetti su misura per il cliente

A differenza dei modelli già noti e delle collezioni che BianchiFontana propone alla propria clientela, MyBox non è un vero e proprio prodotto ma piuttosto un concetto, un modo di pensare il box-doccia, per andare maggiormente incontro alle esigenze del cliente con la massima flessibilità ma senza rinunciare alla qualità dei materiali e delle soluzioni che BianchiFontana propone al mercato.

Il trionfo del box-doccia tailor-made

My Box è un progetto che nasce circa una decina d’anni fa dall’expertise BianchiFontana e si rivolge soprattutto ad architetti e designer d’interni, offrendo loro la possibilità di creare per i propri clienti docce uniche e personalizzate.
L’obiettivo è quello di soddisfare il più possibile le richieste di una clientela ricercata e di fascia alta che molto spesso opta per stili, abbinamenti cromatici e materiali inconsueti o particolarmente sfidanti.
Proprio per questo è fondamentale l’incontro di competenze specifiche tra chi i box-doccia li disegna e li produce come BianchiFontana, e chi invece si occupa di integrarli in progetti di design di interni sempre originali e “sartoriali”.
A monte di tutto questo però c’è l’esigenza del cliente che va ascoltata, compresa, guidata e tradotta in soluzioni realizzabili, con grande cura del dettaglio e senza lasciare nulla al caso.

Pronti alla sfida

L’approccio tailor-made di MyBox consente di scegliere tra un’ampia gamma di diverse tipologie di apertura, di vetri, di finiture, di maniglie e di profili, senza vincolare il cliente alla scelta di un modello specifico o di una collezione ma anzi, dando vita a crossover molto particolari e originali, senza che questi siano soggetti a limiti di altezza, larghezza, profondità ecc.
Con questa tipologia di soluzioni è particolarmente consigliata la formula “chiavi in mano” con la realizzazione da parte del produttore di box-doccia o da un suo rivenditore autorizzato anche rilievi e installazione.
Unico limite in questo caso è quello geografico e si tratta di verificare la presenza dei Centri di Assistenza Tecnica (CAT) nella zona di installazione, collegati alla rete di vendita BianchiFontana.
La flessibilità e la versatilità di MyBox sono state ampiamente sfruttate fino ad ora nel comparto dell’hotellerie in cui l’azienda bolognese opera da anni. Tra le realizzazioni più particolari ricordiamo quelle studiate per hotel di lusso come il Gritti Palace o il Gran Hotel Palazzo dei Dogi di Venezia, una città che per stili, materiali, configurazione degli spazi e vicinanza all’acqua, rappresenta un contesto piuttosto sfidante.

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Una sfida all’ultima goccia

Una sfida all’ultima goccia…

Quando si parla di arredo bagno, la partita si gioca tutta sull’unica vera scelta possibile: doccia o vasca? Certo, qui entrano in gioco i gusti personali, la conformazione dello spazio disponibile ma anche le caratteristiche oggettive proprie dei due prodotti.

L’alternativa fra doccia e vasca è spesso dibattuta e, anche se la loro funzione principale rimane quella dell’igiene personale, si è costruita negli anni una certa curiosità sul tema. Anche il mondo dell’arte non è rimasto indifferente e il momento della cura del corpo ha spesso stimolato la fantasia di numerosi artisti che nelle loro opere hanno rappresentato scene ambientate sia nella vasca da bagno che nel box-doccia.
Ma quindi, quali possono essere i parametri per orientare la scelta tra le due opzioni?

I 5 vantaggi del box-doccia

  • Sintesi perfetta fra praticità e velocità: la pratica di farsi la doccia ben si concilia con i ritmi frenetici che caratterizzano la società. Tra lavoro, scuola, sport e impegni vari sicuramente spesso si predilige una soluzione in grado di garantire la massima igiene in un lasso di tempo minore.
  • Minor consumo d’acqua: Fare la doccia permette di risparmiare acqua, portando giovamento non solo all’ambiente ma anche al portafoglio perché riduce di gran lunga i consumi. Secondo quanto riportato da Arpa Veneto (Agenzia Regionale Protezione Ambiente), una doccia di 5 minuti consuma circa 75-90 litri d’acqua contro i 100-160 litri che possono essere contenuti dalla vasca da bagno.
  • Maggiore adattabilità agli spazi: per un bagno dagli spazi ristetti si può sfruttare, se presente, una nicchia nel muro con un modello con antine a soffietto o con un’apertura verso l’interno mentre per un bagno più spazioso si può utilizzare un modello walk-in o con apertura dell’anta battente verso l’esterno. Insomma, le opzioni realizzate dalle migliori aziende del settore sono adatte a soddisfare le diverse esigenze estetiche e funzionali del cliente.
  • Grazie alla sua praticità, il box-doccia è sicuramente indicato per tutte le fasce d’età, da quelle più giovani (escludendo i neonati) a quelle più anziane. Inoltre, è adatto a chi soffre di problemi motori perché le fasi di entrata e di uscita risultano più facili e agevoli rispetto alla vasca.
  • La doccia è un momento rigenerante per il nostro corpo e la nostra mente e, come abbiamo visto, se associata alla musica e al canto, l’azione del getto d’acqua può dare numerosi benefici psicofisici.

E la vasca?

Per par condicio, bisogna dire che anche la vasca ha importanti punti a suo favore. Innanzitutto, il relax. Concedersi un bagno caldo di tanto in tanto o al termine di una lunga giornata di lavoro aiuta a rilassare i muscoli e il corpo, soprattutto se abbinato a candele profumate e a un bicchiere di vino.
È poi particolarmente adatta per i bambini che quando fanno il bagno giocano e si divertono. C’è poi l’aspetto pratico per cui la vasca può anche essere utilizzata per attività che esulano dall’igiene personale come lavare coperte e panni ingombranti o contenere lo stendibiancheria per sgocciolare indumenti o tappeti nella fase di asciugatura.

La terza via

Esiste poi una terza opzione che consente di avere entrambe, o meglio, di utilizzare la vasca per fare anche la doccia. A questo proposito BianchiFontana propone il modello TOP, una soluzione indicata per chi non desidera rinnovare completamente il proprio bagno e che permette di installare perpendicolarmente al bordo della vasca una lastra di vetro temprato per consentire di utilizzarla come box-doccia.
Abbiamo quindi trovato una risposta alle diverse esigenze anche se il focus aziendale di BianchiFontana resta saldamente nel mondo dei box-doccia in vetro e acciaio inossidabile che, grazie alle particolari finiture galvaniche, possono essere abbinati a qualsiasi rivestimento o rubinetteria, e inseriti con soddisfazione in ogni tipo di progetto d’interni.
Investire in un box-doccia BianchiFontana significa optare per un prodotto resistente, realizzato con materiali di qualità, ma soprattutto significa rivolgersi a professionisti del settore in grado di individuare la soluzione più adatta e di rivolgersi alla propria rete di rivenditori e installatori per un’installazione impeccabile.

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Assolutamente BianchiFontana

Assolutamente BianchiFontana …

L’expertise maturata da BianchiFontana nel settore nautico, in particolare quello degli yacht, ha contribuito a creare partnership e collaborazioni con clienti importanti come Absolute Yachts, cantiere nautico italiano che produce imbarcazioni di lusso.

La relazione professionale fra BianchiFontana e Absolute è nata una dozzina di anni fa, quando quest’ultimo ha contattato l’azienda bolognese di box-doccia, alla ricerca di una linea di prodotto elegante da inserire nei progetti d’arredo dei propri yacht.

Box-doccia tra le onde

Una volta considerate e valutate le rigide caratteristiche di sicurezza e tenuta dell’acqua che l’ambiente nautico richiede, il punto di partenza suggerito dall’esperienza e dalla professionalità di BianchiFontana per sviluppare gli adattamenti è stata la collezione VELA, che garantisce la massima tenuta dell’acqua secondo la normativa europea.

Da qui è poi iniziata la stretta collaborazione di BianchiFontana con l’ufficio stile interno dell’azienda di yacht di Podenzano (PC), collaborazione che si è rinforzata e consolidata negli anni. In particolare, sono stati “personalizzati” per Absolute alcuni accorgimenti fondamentali come un sistema di bloccaggio delle ante e le maniglie. Curiosamente, proprio una delle maniglie oggi inserite nella collezione Vela anche per la casa o l’hotel è nata da questa collaborazione, e sono poi stati realizzati specifici adattamenti per i progetti Absolute.

Tutti i modelli di box-doccia che BianchiFontana realizza per Absolute sono frutto di un’attività di miglioramento costante, volta a implementare funzionalità, sicurezza ed estetica delle cabine doccia. Il successo di questa collaborazione si è consolidato negli anni con circa 300 pezzi che BianchiFontana produce per Absolute ogni anno.

BianchiFontana e Absolute Yachts per una clientela esigente

Uno degli aspetti che ha contribuito a rendere così apprezzato il brand BianchiFontana nel settore nautico, è sicuramente la flessibilità dell’azienda in fase di design e produzione, in grado di adattarsi a tempi e metodi di lavoro dei cantieri nautici: sia in fase di progettazione con soluzioni ad hoc studiate per le singole imbarcazioni, sia per agevolare acquisti multipli, per i cantieri più orientati a “fare magazzino” acquistando in stock box-doccia da adattare ai progetti di allestimento per gli armatori.

Quest’ultimo metodo di gestione del lavoro, che è quello preferito da Absolute, è reso possibile sia dalla versatilità di alcuni modelli targati BianchiFontana ma soprattutto dalla qualità del prodotto. Infatti, la resistenza dell’acciaio inox e del vetro temprato utilizzati per realizzare le cabine doccia dell’azienda bolognese, garantisce il valore nel tempo dei box-doccia, sia durante la fase di conservazione in magazzino, sia per quanto riguarda l’utilizzo da parte del cliente finale, che nel caso degli yacht è piuttosto esigente.

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Think global

Think global…

Le abitudini relative all’igiene personale sono diverse da Paese a Paese ma, prima o poi, una doccia se la fanno tutti. Riuscire ad aprirsi al mercato estero rimane dunque un passo importante per un’azienda italiana del settore e, a questo proposito, abbiamo chiesto ad Alberto Bianchi, amministratore delegato BianchiFontana, quale sia il suo approccio al mercato estero e quale sia la sua personale esperienza nel diffondere i suoi box-doccia in acciaio inox e vetro temprato.

Quali sono le modalità con cui un’azienda italiana può aprirsi verso il mercato estero?

Secondo la nostra esperienza, ci sono due modalità per avvicinarsi al mercato estero. Si può tentare di costruire una propria rete oppure si può far arrivare i prodotti all’estero tramite un cliente o un rivenditore italiano. In questo momento come BianchiFontana lavoriamo preferibilmente con la seconda modalità, soprattutto nei canali dell’hotellerie e del settore nautico, dove affrontiamo in modo indiretto il mercato estero grazie all’intermediazione di cantieri e arredatori italiani che sono oggi molto apprezzati e quotati a livello internazionale. Si tratta di una modalità più compatibile rispetto alle dimensioni artigianali della nostra azienda e alla specificità dei nostri prodotti, piuttosto che il classico retail che richiede onerosi investimenti in comunicazione e promozione, oltre alla strutturazione di una rete di vendita con specifiche competenze come siamo riusciti a fare in Italia.

Quali sono oggi i mercati di riferimento per BianchiFontana, compatibilmente con l’evolversi della difficile situazione politica ed economica in Europa?

Attraverso l’azione di agenti e contatti, stiamo cercando di espandere gradualmente il nostro raggio di azione sul mercato estero. Un’area molto in sintonia con il nostro prodotto è sicuramente l’area mediterranea dove siamo operativi sia sul lato europeo sia su quello africano specialmente nel settore dell’hotellerie. Un’altra area geografica alla quale siamo molto interessati è l’est Europa, dove abbiamo iniziato ad essere operativi qualche anno fa raggiungendo un discreto successo in alcuni Paesi come Romania, Moldova o Cipro. Sulla scorta dell’esperienza consolidata in Francia stiamo cercando di aprirci anche al mercato spagnolo e a quello greco, molto affini al mercato italiano e potenzialmente molto ricettivi per il nostro tipo di box-doccia.

Dall’esperienza BianchiFontana all’estero, sono emersi trend o richieste particolari che caratterizzano un’area geografica o un Paese piuttosto che un altro?

Negli anni abbiamo riscontrato alcune tendenze che, molto genericamente, caratterizzano aree geografiche diverse. Per la nostra esperienza, solitamente nei Paesi arabi e in quelli dell’Est Europa c’è una maggiore richiesta di box-doccia ricchi di dettagli come le finiture dorate o il vetro decorato. La ragione dietro a questo trend è la logica di acquisto che in alcune zone è legata allo status e che porta a prediligere prodotti di alta gamma e con un alto livello di personalizzazione che non troverebbero nel proprio Paese. Un altro esempio può essere il mercato francese dove abbiamo riscontrato un particolare apprezzamento per le finiture galvaniche che permettono di abbinare la cabina doccia al resto della rubinetteria, ai rivestimenti più innovativi e all’arredo bagno.

E riguardo gli standard di sicurezza o la funzionalità dei box-doccia ci sono particolari accorgimenti quando si approccia il mercato estero?

Quando ci si vuole aprire al mercato estero bisogna essere pronti ad incontrare abitudini ed esigenze diverse che, in qualche caso possono rappresentare una sfida interessante.
Per fare qualche esempio, nei Paesi del Nord Europa c’è una grandissima attenzione ai temi di sostenibilità e sicurezza e per questo vengono richieste certificazioni più stringenti rispetto alle norme CE diffuse nel Vecchio Continente Oppure, in un mercato importante per volumi e dimensioni come quello tedesco, dove c’è una forte competizione tra marchi, si guarda con maggiore attenzione agli aspetti funzionali di un box-doccia rispetto alla dimensione puramente estetica di linee e materiali. Su questo terreno ci sentiamo particolarmente competitivi per la cura che tradizionalmente mettiamo nel ricercare un equilibrio ottimale tra design e funzionalità in tutte le nostre collezioni.

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Box-doccia da sfogliare

Box-doccia da sfogliare…

Soffia un vento di novità in casa BianchiFontana, in arrivo il nuovo catalogo per scoprire le collezioni e un magazine patinato per promuovere la cultura del box-doccia in vetro e acciaio.

Per l’azienda bolognese che da quasi mezzo secolo produce box-doccia in acciaio inox, il catalogo non è solo un prezioso strumento commerciale da distribuire ai propri rivenditori, ma anche un iconico oggetto per esprimere lo stile e la ricerca dell’azienda bolognese per quanto riguarda linee e materiali. La nuova edizione, la quinta dal 2005 anno in cui Alberto Bianchi ha preso saldamente le redini dell’azienda di famiglia, sarà pronta in concomitanza con il Salone del Mobile di Milano. Qui solo qualche anticipazione…

La storia di un’azienda in un catalogo

Negli anni i cataloghi BianchiFontana sono cambiati molto, non solo per cercare di andare incontro ai trend di design, ma anche per apportare migliorie in grado di valorizzare le caratteristiche dei box-doccia e per raccontare l’evoluzione dei prodotti. Da strumento di marketing infatti è via via diventato anche testimone dell’evoluzione aziendale, una transizione emozionale che si deve soprattutto all’intuizione di Alberto Bianchi, promotore di un cambio radicale nell’estetica e nella funzione dei cataloghi dell’azienda.
“Il primissimo catalogo targato BianchiFontana – spiega Alberto Bianchi – era un semplice blocco ad anelli componibile, con schede mobili plastificate che riportavano le caratteristiche tecniche e le foto del prodotto. Si è poi passati ad un catalogo più elegante che prediligeva foto ambientate in cui i box-doccia erano inseriti all’interno di un ambiente bagno arredato che faceva da contorno al prodotto principale. Adesso la tendenza è quella di rimuovere elementi che possano distogliere l’attenzione di chi guarda dal prodotto principale, e di andare incontro ai trend attuali che vedono l’utilizzo di sfondi e carte da parati anche nella stanza da bagno e nella cabina doccia”.
Il principale elemento di “rottura” rispetto alle ultime edizioni è proprio la maggiore centralità del prodotto. Grazie a sfondi colorati e decorati, aggiunti in post-produzione, i box diventano quindi protagonisti mettendo in risalto le caratteristiche tecniche e le finiture, idonee all’inserimento in qualsiasi progetto di design di interni.

Numeri e novità

Nello specifico, il nuovo catalogo comprenderà non solo le classiche collezioni BianchiFontana e l’ampia gamma di finiture galvaniche disponibili, ma anche due nuove linee di prodotto delle quali però non anticipiamo nulla per non rovinare l’effetto sorpresa. Il catalogo 2022, abbinato al listino contenente prezzi e informazioni tecniche, sarà inoltre un importante strumento per i circa 750 rivenditori della rete commerciale BianchiFontana che lo riceveranno direttamente nel punto vendita. La prima tiratura prevede 2000 copie, distribuite in Italia e all’estero, tradotto in 4 lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo) nel rispetto della dimensione internazionale del mercato di riferimento in cui l’azienda bolognese opera ormai con riconosciuta competenza da parecchi anni.
Insieme al catalogo i rivenditori riceveranno anche alcune copie del numero zero di Steele, un esclusivo magazine patinato che ha l’obiettivo di condividere, con i rivenditori e con i clienti, informazioni utili sulla storia e sulla cultura del box-doccia. Tra le pagine di Steele i lettori troveranno informazioni per conoscere meglio i prodotti, la storia della doccia, i trucchi per la cura dei box e tante altre curiosità di contorno, per una lettura utile e piacevole allo stesso tempo.

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C’è vetro e vetro

C’è vetro e vetro…

Bello, trasparente, antico, il vetro è protagonista dei box-doccia più belli ed eleganti. Può essere molto fragile o molto resistente in base alle lavorazioni a cui è sottoposto ma, soprattutto, è campione di economia circolare perché totalmente riciclabile.

Per fare un po’ di chiarezza bisogna innanzitutto specificare che il vetro è un materiale fatto dalla fusione ad alte temperature di sabbie silicee e altro vetro riciclato, la purezza del risultato è inversamente proporzionale alla percentuale di riciclo presente.
Nel mondo del vetro si possono poi individuare tre famiglie in ordine di pregio: al primo posto gli extra-chiari e, a seguire, i float e gli stampati.
Gli extra-chiari sono vetri neutri, realizzati partendo da sabbie purissime e caratterizzati da un minor viraggio di colore. Questo permette una maggiore trasparenza e un ampio utilizzo soprattutto nel mondo del design più raffinato ed elegante.
I float possono essere trasparenti o colorati aggiungendo pigmenti cromatici diversi in fase di colata. Rappresentano una famiglia di vetri meno pura e pregiata rispetto ai precedenti perché le sabbie che li compongono hanno un maggiore viraggio cromatico che incide sul livello di trasparenza.
Ultimi in ordine di pregio sono gli stampati, decisamente più grezzi, e caratterizzati dalla mancanza di trasparenza naturale e dunque più economici.
Su queste basi vengono poi effettuati diversi trattamenti per elevarne la qualità e la funzionalità come ad esempio il coating, un trattamento superficiale che protegge l’argentatura e rende i vetri a specchio temprabili, ovvero in grado di reggere il brusco cambio di temperatura fino a 600° che ne irrobustisce la struttura. Altri tipi di coating incidono invece sulla durezza superficiale del vetro rendendolo a prova di scalfittura, altri ancora consentono di proteggere il vetro dal calcare e così via.

Come lavora BianchiFontana?

L’azienda bolognese BianchiFontana, punto di riferimento per i box-doccia in vetro e acciaio, si rifornisce per le pareti in vetro dai principali produttori del mondo: Pilkington, Guardian Industries, Saint-Gobin e Glaverbel, passando da un “trasformatore” italiano che seleziona e prepara le lastre in modo che siano pronte per gli assemblaggi dei box-doccia.
Il trasformatore riceve dai produttori le lastre già trattate, procede con il taglio e con le lavorazioni necessarie come la molatura dei bordi e la realizzazione dei fori per inserire cerniere e viti. Il passaggio successivo riguarda elementi decorativi come la satinatura, la zigrinatura, la smaltatura o la sabbiatura, attraverso un trattamento di acidatura. Procede quindi con la tempratura come ultimo step prima della consegna a BianchiFontana che le utilizza per dar forma ai propri box-doccia caratterizzati per la quasi totalità da vetro temprato dello spessore di 8 mm, per il massimo standard di robustezza e sicurezza.
Dell’accidentale rottura del vetro e di come sia possibile prevenire questa remota possibilità abbiamo già parlato, soprattutto entrando nel merito del ruolo della tempratura nei processi di sicurezza, ma è importante tenere presente tutta la filiera di produzione del vetro per rendersi conto che una selezione dei fornitori e adeguate garanzie sugli standard di qualità possono fare la differenza.
Mezzo secolo di esperienza e l’approccio a mercati esigenti e diversificati come l’hotellerie e gli yacht hanno consolidato una selezionata e pregiata rete di fornitori per BianchiFontana, contribuendo alla qualità e alla longevità delle collezioni a catalogo, e al grado di affidabilità dell’azienda sul mercato di box-doccia in acciaio inox e vetro.

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Apriti Nubian

Apriti Nubian…

Il tema del deserto, che ricorre in molte collezioni marchiate BianchiFontana, torna anche tra le pareti di Nubian, il box-doccia che propone una grande apertura anche in spazi ristretti, con un’estetica resa leggera dalle linee sottili dei profili in acciaio.

Con un nome ispirato al deserto tra Sudan ed Egitto, Nubian fa parte delle collezioni BianchiFontana dal 2010 e si aggiunge ai già presenti Duna e Oasi, box-doccia che con i loro nomi evocano paesaggi lontani ed esotici, traendo ispirazione dal deserto e dalla sensazione di benessere che si prova in luoghi dominati dal silenzio, dalla dolcezza dei profili all’orizzonte, dalla calma e dalla frescura delle oasi.
Nubian nasce dalla particolare sfida di creare un box-doccia con apertura a soffietto senza l’utilizzo di traversi superiori, risultando così più leggero e meno ingombrante anche dal punto di vista estetico. Per questa ragione, il box-doccia è provvisto di un sistema di accessori metallici che permettono una fluida apertura e un facile scorrimento del vetro assicurando l’apertura sia verso l’interno che verso l’esterno.
In questo aspetto, Nubian presenta un’evoluzione importante rispetto al sistema di apertura a soffietto utilizzato da altri modelli come il Vela, garantendo una più agile pulizia e una maggiore sicurezza, facilitando l’accesso al box in qualsiasi circostanza comprese le emergenze in caso di malore.
Per quanto riguarda i materiali e gli accessori, Nubian è realizzato in acciaio inox e vetro temprato che garantiscono una maggiore durata negli anni, mentre le cerniere e le maniglie sono in robusto ottone cromato in grado di sopportare il peso dell’anta senza ulteriori sostegni.
Una composizione ad alta resistenza dunque, in cui le guarnizioni in silicone sono gli unici elementi sottoposti all’usura e che potrebbero necessitare di manutenzione e/o sostituzione dopo un periodo di intenso utilizzo: a questo proposito BianchiFontana mette a disposizione dei clienti i ricambi necessari per far fronte ad ogni necessità, comprese le guarnizioni.

Nubian diventa collezione

Individuati questi tratti distintivi di Nubian, gli artigiani che lavorano in BianchiFontana hanno continuato a sviluppare l’intera collezione ampliandola con diverse combinazioni che ne aumentano l’adattabilità agli spazi, ad esempio in nicchia doppia, in angolo, e così via. Inoltre, BianchiFontana mette a disposizione dei propri clienti una vasta serie di finiture galvaniche lucide e opache che permettono di rivestire i profili e gli accessori della cabina doccia per abbinarli a diversi stili di arredobagno e rubinetteria. Nubian può così presentare finiture in blu antico opaco, oro lucido e brunito lucido per citarne alcune tra le più richieste, dando al box-doccia una maggiore versatilità estetica in grado di incontrare i diversi gusti dei clienti, sia a livello nazionale che internazionale.
La professionalità dell’azienda bolognese, nel settore dei box-doccia in acciaio inox da oltre 40 anni, e la resistenza dei suoi prodotti, rendono Nubian e tutte le altre collezioni targate BianchiFontana un acquisto sicuro e che conserva il suo valore nel tempo, ideali per il mercato privato e domestico ma anche per comparti specifici come quello degli yacht e dell’hotellerie.

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Box-doccia a regola d’arte

Box-doccia a regola d’arte…

Difficile a dirsi se l’igiene personale possa essere considerata una forma d’arte, ma è certo che l’acqua e l’ambiente da bagno sono stati spesso soggetti ispiratori per quadri e dipinti. Ecco quindi l’ambiente da bagno raccontato in piccole pillole d’arte.

Molti sono gli artisti e i pittori che hanno dedicato parte delle loro opere alla routine di pulizia personale. Dall’Impressionismo all’arte contemporanea, passando per la Pop Art, la cura del corpo ha conquistato spazio nelle diverse correnti artistiche e numerosi interpreti hanno omaggiato l’importanza dell’acqua nella nostra vita quotidiana. Fra i quadri più celebri aventi come protagonista la routine della vasca c’è sicuramente la serie di dipinti di Degas realizzata negli anni 80 dell’Ottocento che comprende ad esempio Donna in una vasca da bagno e Donna in una tinozza, raffiguranti l’azione di lavarsi come un momento intimo, evocato con la semplicità e la leggerezza tipica degli impressionisti.
Un altro celebre quadro raffigurante una scena emotivamente molto più impattante è la Morte di Marat di Jacques-Louis David, dipinto del 1793 che raffigura l’assassinio di uno dei padri della rivoluzione francese avvenuto proprio nella vasca da bagno. In tempi più recenti abbiamo poi altre opere come Ciò che l’acqua mi ha dato dipinto da Frida Khalo negli anni ’40 con profonde influenze surrealiste, oppure lo stile fumettistico di Donna al bagno di Roy Lichtenstein divenuto una delle icone della Pop Art anni ’60. Da citare anche la serie di dipinti del colombiano Fernando Botero, caratterizzati da un’ambientazione molto luminosa e da figure tonde e opulente, o le opere dello scozzese contemporaneo Jack Vettriano, come Rituali notturni del 2002 che esprime il senso di relax del rituale del bagno: una donna immersa nella vasca da bagno con una sigaretta accesa e un calice in mano.

Dalla vasca al box-doccia nell’arte

Meno citato nel mondo dell’arte rispetto alla vasca, anche il box-doccia cerca di ritagliarsi un piccolo spazio nella rappresentazione della quotidianità. Un primo esempio è il dipinto di David Hockney Man in Shower in Beverly Hills del 1964. In quest’opera affiorano tutti gli elementi cari all’autore come l’acqua che scorre, la tenda della doccia e le scene di vita domestica.
Se invece guardiamo al mondo della scultura, i box-doccia sono recentemente entrati anche lì. Infatti, recentemente, il Musée d’Art et d’Histoire di Ginevra ha ospitato la mostra Marcher sur l’eau curata dall’artista Jakob Lena Knebl in cui i box-doccia sono stati utilizzati come ambientazione per esporre i corpi nudi di pregiate sculture neoclassiche come La Venere Italica di Antonio Canova, La Venere al Bagno di James Pradier e una scultura di Roger Ferrier raffigurante un bambino. La scelta di usare i box-doccia come setting si deve alla volontà dell’artista di rendere il confine fra sfera pubblica e privata meno nitido, filtrato dalla barriera glamour che può offrire un box-doccia di design.
Il richiamo all’arte ha coinvolto anche BianchiFontana, infatti l’azienda bolognese ripropone sul proprio sito www.bianchifontana.com un tributo a Jackson Pollock, uno dei maggiori rappresentanti dell’espressionismo astratto, largamente citato sul set fotografico realizzato per la collezione Even.
Questa operazione intende essere un omaggio al ritorno del colore e alla sempre maggiore richiesta del mercato di box-doccia con profili in grado di abbinarsi all’arredo circostante, cui BianchiFontana risponde con un’ampia gamma di finiture galvaniche, elaborata in anni di professionalità ed esperienza e in grado di combinarsi con ogni tipo di rivestimento, di rubinetteria e di finitura cromatica o di materiali.

Nella foto: Installation Salle de bains, Jakob Lena Knebl – Exposition Marcher sur l’eau – Antonio CANOVA (1757 – 1822) Vénus Italica ou Vénus sortant du bain, 1807-1810 N° d’inv. 1846-0003
Per gentile concessione © Musée d’art et d’histoire de Genève, photo: J. Gremaud

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Forte come l’acciaio

Forte come l’acciaio…

Una lega formata da ferro, carbonio e altri elementi, questo è l’acciaio, il materiale usato da BianchiFontana per la produzione dei loro box-doccia. Proviamo a conoscere meglio questo materiale, noto soprattutto per le sue caratteristiche di robustezza e di durata nel tempo.

Si fa presto a dire “acciaio” ma non tutti sanno che con questa semplice parola si possono identificare tante famiglie e sottocategorie di acciai diversi. Tra queste la più famosa è certamente quella dell’acciaio inossidabile, così chiamato perché grazie al processo di passivazione che subisce, presenta un’alta resistenza ai fenomeni ossidativi e, generalmente, non forma la ruggine se entra in contatto con agenti esterni come acqua e aria. Sappiamo però che questa caratteristica può presentare qualche eccezione, evitabile tuttavia seguendo alcune semplici accortezze.

Inossidabile ma volubile

Nella produzione dei suoi box-doccia l’azienda bolognese BianchiFontana utilizza al 90% un tipo di acciaio inossidabile detto “austenitico” (AISI 304): un materiale nobile che permette lavorazioni di presso-piegatura esteticamente più apprezzate, limitando alle sole parti magnetiche in prossimità dei sistemi di chiusura l’utilizzo di acciaio ferritico (AISI 430) che garantisce la funzionalità dei sistemi a calamita per tenere le porte chiuse. Vale la pena ricordare che tra i due acciai non c’è alcuna differenza dal punto di vista dell’estetica, mentre è sostanziale il divario per quanto riguarda la resistenza all’ossidazione ed è per questo che il suo utilizzo è limitato alle piccole porzioni di profilo interessate dal contatto con la calamita di chiusura.

Avere scelto di utilizzare solo acciaio comporta alcune incognite di mercato, soprattutto per l’austenitico che, proprio a causa della presenza di nichel, può presentare un andamento dei prezzi “fluttuante” determinato dal borsino del nichel soggetto ad un andamento oscillante per quanto riguarda prezzi e quotazioni. Solo nel 2021 ha registrato un aumento del 50% che si è riverberato ovviamente sul prezzo dell’acciaio, richiedendo una politica di prezzi e di approvvigionamento particolarmente attenta.

La fucina del tempo

Per quanto riguarda la produzione dell’acciaio inox, questa viene fatta scaldando i suoi componenti (per gran parte acciaio da riciclare) negli altiforni fino alla liquefazione. La colata di materiale viene fatta raffreddare e laminata con il passaggio attraverso rulli di spessore sempre più ridotto, un po’ come si tira la sfoglia delle tagliatelle per fare una metafora “casalinga” di questo complesso procedimento meccanico.

Le lamine vengono successivamente arrotolate su sé stesse, tagliate e bordate per formare i coils che vengono trasportati ai Centri Servizio italiani da cui anche BianchiFontana si rifornisce. I Centri Servizi stendono i coils, li tagliano in base alle misure richieste e svolgono le operazioni di lucidatura o satinatura per poi consegnarli all’azienda ricoperti da una protezione di polietilene.

Gli ultimi step della catena produttiva, necessari alla trasformazione in box-doccia, sono le piegature, i tagli e le finiture galvaniche che vengono fatte direttamente in azienda per rendere il box-doccia cromaticamente versatile e adattabile allo stile e alle esigenze del cliente finale, a cui viene consegnato il risultato protetto dal polietilene di fabbrica come garanzia di qualità del prodotto.

BianchiFontana impiega per i suoi prodotti esclusivamente il cosiddetto “rilucidato”, un acciaio di prima scelta per quanto riguarda le caratteristiche estetiche e di robustezza, da cui dipende in larga parte il successo delle collezioni che resistono inossidabili a catalogo da più di 50 anni.

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Cantando sotto la doccia

Cantando sotto la doccia…

Lo spazio privato, avvolgente e confortevole di una doccia, il piacevole massaggio dell’acqua e la sensazione di relax, stimolano la predisposizione a cantare, per amplificare il senso di libertà e i benefici psico-fisici che ne derivano. Proviamo ad approfondire…

Il box-doccia rientra fra gli ambienti privati nei quali ci sentiamo liberi di esprimerci, spazi ideali per staccare la spina dagli impegni e dalla frenesia della quotidianità. E proprio da questa sensazione di benessere e libertà, unita alla particolare conformazione della cabina doccia, potrebbe essere nata l’abitudine molto diffusa di cantare sotto la doccia.

Quest’ultima infatti è uno spazio ristretto, caratterizzato da una buona acustica data dai materiali di rivestimento (come ceramica, acciaio, vetro e resine) che, invece di assorbire il suono, respingono la voce, rendendola più profonda e potente. Per questo quando cantiamo sotto la doccia percepiamo il suono della nostra voce come più intonato, illudendoci per un attimo di avere l’ugola d’oro.

Canta che ti passa

La scienza ha studiato a lungo la diffusa abitudine di cantare nel box-doccia e ha dimostrato che quest’attività può portare benefici psico-fisici alle persone. La musica infatti stimola il cervello che aumenta la produzione di endorfine e, soprattutto, di dopamina, un neurotrasmettitore che agisce positivamente sull’umore, e, secondo uno studio dell’Università di Tsurumi in Giappone, contribuisce a ridurre i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress.

Inoltre, quando cantiamo respiriamo più a fondo e questo migliora l’ossigenazione in tutto il corpo, permettendo un maggiore rilassamento e di liberare la mente da pensieri e preoccupazioni. L’effetto rilassante viene anche amplificato dallo scroscio dell’acqua calda che scivola lungo il corpo, incrementando con il suo piacevole massaggio, quella sensazione rivitalizzante e rigenerante che proviamo dopo aver fatto la doccia.

Una playlist a tutto green

Oltre ad essere terapeutica per il corpo una doccia a suon di musica ci po’ aiutare anche ad evitare inutili sprechi di acqua con benefici per il portafoglio e per l’ambiente. Infatti, è stato calcolato che riducendo a 5 minuti il tempo medio di una doccia è possibile risparmiare almeno 30 litri di acqua ogni volta che ci si lava.

Guarda caso 5 minuti è proprio il tempo medio di durata delle canzoni pop, quelle che più di frequente vengono cantate sotto la doccia. Consigliamo dunque di preparare una play-list di canzoni da 5 minuti, tutte da cantare con gusto sotto la doccia che, oltre a farci rilassare e rivitalizzare, ci ricorderanno con l’ultima nota che è ora di chiudere il rubinetto.

Il connubio doccia e musica è talmente stretto che è stato anche protagonista di un contest avvenuto qualche anno fa in cui una nota catena alberghiera internazionale ha messo a disposizione i box-doccia delle proprie camere d’albergo per trasformarle in mini-studi di registrazione, facendo così emergere nuovi talenti proprio partendo dal piacevole momento di cantare nella doccia. In palio c’era niente meno che un contratto con una famosa casa discografica.

Il box-doccia quindi non si presta solo a divenire un iconico set cinematografico, ma può diventare anche un piccolo palcoscenico privato. Poco importa se non abbiamo la voce di Beyoncé o di Frank Sinatra, cantare sotto la doccia ci fa bene e per questo vale la pena scegliere con cura e attenzione un box-doccia di qualità nel quale dare vita a mini-concerti del buonumore.
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